Roma — Fuorilegge con le tenaglie che tranciano key box, sabotatori metropolitani che incollano adesivi sui citofoni dei b&b, ciclisti militanti che segnalano con i cartelli le case per turisti, manifestanti che irrompono nelle sedi delle piattaforme per le case-vacanza, studenti con lo spray che scrivono sui muri “Tourist go home”, residenti sotto sfratto per colpa di un affitto breve che invocano sugli striscioni i santi protettori. Quel che finora s’era visto a Berlino, a Barcellona, alle Canarie, adesso si moltiplica in Italia. È la battaglia contro l’iperturismo che stravolge il volto delle città, espelle i residenti e alza i prezzi, trasforma i centri storici e i quartieri alla moda in cartoline prêt-à-manger, con 620mila affitti brevi censiti oggi che dieci anni fa erano appena 89mila.
A Roma è tornato, ad esempio, “Robin Hood con la sua banda” — così si è firmato il grupp…
Roma — Fuorilegge con le tenaglie che tranciano key box, sabotatori metropolitani che incollano adesivi sui citofoni dei b&b, ciclisti militanti che segnalano con i cartelli le case per turisti, manifestanti che irrompono nelle sedi delle piattaforme per le case-vacanza, studenti con lo spray che scrivono sui muri “Tourist go home”, residenti sotto sfratto per colpa di un affitto breve che invocano sugli striscioni i santi protettori. Quel che finora s’era visto a Berlino, a Barcellona, alle Canarie, adesso si moltiplica in Italia. È la battaglia contro l’iperturismo che stravolge il volto delle città, espelle i residenti e alza i prezzi, trasforma i centri storici e i quartieri alla moda in cartoline prêt-à-manger, con 620mila affitti brevi censiti oggi che dieci anni fa erano appena 89mila.
A Roma è tornato, ad esempio, “Robin Hood con la sua banda” — così si è firmato il gruppo — a far giustizia nella foresta di cassette di sicurezza che custodiscono le chiavi degli appartamenti per turisti. Un gruppo di ragazzi incappucciati ha tagliato con le cesoie una decina di lucchettoni appesi ai pali e alle inferriate in via di San Teodoro, tra Circo Massimo e Campidoglio. Al loro posto hanno lasciato un cappello da bandito di Sherwood e un cartello: «Rimuoviamo i lucchetti per denunciare la svendita della città al turismo mordi e fuggi che lascia per strada le persone che la abitano. Questa è solo la prima azione contro il Giubileo dei ricchi». Un’altra infatti c’è stata ieri: gli attivisti del “Social forum per l’abitare” sono entrati nella sede di Booking con megafono e cartelli. «Il vostro b&b è il nostro sfratto», hanno scritto.
Gli appartamenti affittati per pochi giorni ai turisti sono 31.800, senza contare migliaia di abusivi. Tre anni fa erano 16.800 e sempre più spesso, in centro e in periferia, alla scadenza del contratto i proprietari di casa non concedono il rinnovo per aprire un b&b. Con il Giubileo 2025 il fenomeno è in espansione. «In migliaia cercano una sistemazione facendo una corsa a ostacoli fra la riduzione degli alloggi disponibili per lunghi periodi e gli aumenti vertiginosi dei canoni», è la denuncia dei movimenti che annunciano un corteo cittadino contro l’overtourism per il 30 novembre. Non sarà il solo: alla campagna hanno aderito Torino, Rimini, Savona, Pescara, Messina, Genova, Catania, Bologna che promettono azioni a sorpresa.
Ma la battaglia ai lockers passa pure dagli adesivi. A Verona (4mila affitti brevi) sui lucchettoni e i campanelli dei b&b sono comparsi adesivi gialli con tre scritte: “Tourist go home”, “Stop Airbnb”, “Semo alle asse”, siamo alla frutta. «Un atto vandalico» per Edoardo Nestori, dell’Associazione locatori turistici del Veneto, «è assurdo incolparci della desertificazione della città». A Milano, 24mila annunci su Airbnb, più della metà gestiti da professionisti e multiproprietari, sulle key box sono arrivati centinaia di adesivi viola. Sopra si legge: «Meno affitti brevi, più case per tutti». Gli attivisti di “Chiediamo casa” vogliono l’immediata limitazione delle locazioni turistiche, lo stop a nuove aperture nel centro storico, la proporzione tra posti letto affittati a notte e quelli per residenti.
Questo rapporto a Venezia è saltato da un anno: il contatore ha segnato il sorpasso dei turisti a settembre 2023. E ora l’Osservatorio civico indipendente sulla casa e la residenzialità si difende distribuendo ai veneziani il “Manuale di autodifesa dalle locazioni turistiche”. A Palermo continuano le assemblee, a luglio uno striscione calato tra due palazzi recitava: «Santa Rosalia, la turistificazione è la nuova peste, dov’è finita casa mia?». Pure a Napoli, dove sono 10.760 gli annunci e al rione Sanità c’è un posto letto turistico ogni tre abitanti, s’invoca il patrono: alla manifestazione davanti al Duomo c’era un drappo: «BnB, nun ci ‘a facimme cchiù, San Gennaro aiutaci tu».
Se le istituzioni non rispondono, una vera regolamentazione manca e pure il Codice identificativo nazionale è slittato ancora, le proteste crescono.