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L’industria del make-up è più forte della crisi: un trucco su due venduto nel mondo è made in Italy

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Il calo dei consumi non si fa sentire per rossetti & co. Export tricolore in aumento del 15% a 8,1 miliardi, risultati record per tutte le aziende del settore da L’Oreal a Intercos
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MILANO – L’effetto rossetto non conosce crisi, e nemmeno il calo realizzato dei consumi e l’aumento dei prezzi legato all’inflazione, sono riusciti a frenare la voglia di premiarsi di donne, ma anche uomini, che sono sempre più attenti a prendersi cura della propria bellezza. Secondo Cosmetica Italia, l’associazione di Confindustria del settore, quest’anno la produzione di trucchi tricolore dovrebbe aumentare del 10,4% a 16,74 miliardi di euro (15,1 miliardi lo scorso anno, in aumento del +13,8% rispetto al 2022) per arrivare a quota 18 miliardi alla fine del 2025 (+8% rispetto all’anno in corso).

Leader nel mondo nella produzione di trucchi

La crescita è guidata dalle esportazioni, attese in a…

MILANO – L’effetto rossetto non conosce crisi, e nemmeno il calo realizzato dei consumi e l’aumento dei prezzi legato all’inflazione, sono riusciti a frenare la voglia di premiarsi di donne, ma anche uomini, che sono sempre più attenti a prendersi cura della propria bellezza. Secondo Cosmetica Italia, l’associazione di Confindustria del settore, quest’anno la produzione di trucchi tricolore dovrebbe aumentare del 10,4% a 16,74 miliardi di euro (15,1 miliardi lo scorso anno, in aumento del +13,8% rispetto al 2022) per arrivare a quota 18 miliardi alla fine del 2025 (+8% rispetto all’anno in corso).

Leader nel mondo nella produzione di trucchi

La crescita è guidata dalle esportazioni, attese in aumento del 15% a 8,1 miliardi (dai 7 del 2023, in crescita del 20% sul 2022), che nel 2025 dovrebbero salire ancora a quota 9 miliardi. Il 55% dei trucchi consumati nel mondo e il 67% di quelli Europei sono prodotti in Italia, una delle tante eccellenze del Made in Italy, oltre moda pelletteria, farmaceutica, packaging, ceramiche e meccanica fine.

Pur essendo un mercato dove la bilancia commerciale gioca a favore dell’Export, anche i consumi interni di cosmetici e prodotti per la cura personale sono costantemente in crescita anche in Italia. Non a caso le città si riempiono di parrucchieri e di saloni dedicati alle manicure, e anche l’Istat, dopo aver rivisto al ribasso a ottobre le stime sulla crescita del Pil tricolore (atteso in aumento dello 0,4%) denotava un calo delle vendite al dettaglio da gennaio a giugno dello 0,2%, dove anche i consumi alimentari sono scesi, ma la crescita più significativa è stata quella registrata dai prodotti di profumeria e cura della persona (+3,3%).

Quest’anno, secondo le stime di Cosmetica Italia, il giro d’affari di profumerie e prodotti per la cura personale tricolore quest’anno dovrebbe arrivare a 13,4 miliardi (+7% sul 2023), di cui 5,5 miliardi nei supermercati nel segmento mass market, 2,8 miliardi nelle profumerie, 2,2 miliardi nelle farmacie, e il resto da erboristerie, saloni di bellezza e canale online.

Le aziende continuano a crescere, con l’Europa al centro

Un recente studio di Bank of America, analizzando i dati delle maggiori 23 aziende al mondo di trucchi e profumi, registra una crescita significativa del primo semestre, che dovrebbe proseguire nella restante parte dell’anno. Se la Cina cresce ma a una sola cifra, è l’Europa a fare da padrona. “L’Europa resta uno dei mercati più significativi per la crescita del settore della bellezza- spiega in una nota Ashley Wallace, analista del comparto Beauty di Bofa - tuttavia dopo 6 trimestri consecutivi di performance superiori alla media, i tassi di crescita tra aprile e agosto hanno scalato marcia, con l’eccezione dei prodotti per il sole, e delle vendite in Inghilterra, che continuano a mostrare progressi a doppia cifra”. L’Oreal, colosso mondiale della bellezza, tra gennaio e settembre ha annunciato un aumento delle vendite del 6%, nello stesso periodo Interparfums – che produce le essenze di – ha aumentato i ricavi dell’11,4%.

I trucchi battono anche i profumi

Per Nielsen, i trucchi sono poi una delle categorie del settore beauty, che spazia dai prodotti per capelli, alle creme solari, ad andare meglio in assoluto: nel primo semestre le vendite in Europa di trucchi sono aumentate del 9%. A Piazza Affari i pigmenti per creme e trucchi sono rappresentati da Intercos, che annuncerà i risultati dei primi nove mesi il prossimo 6 novembre, ma che tra gennaio e giugno aveva sorpreso gli investitori con ricavi in aumento del 3%, a 499,9 milioni e un portafoglio ordini futuri in aumento del 12,5% a 346 milioni, che ha portato l’azienda a confermare le previsioni di un 2024 con vendite in aumento tra il 6 e l’8%.

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