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Per Campari utili in calo nei primi nove mesi, attese positive per il 2025

(reuters)

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Il nuovo ad sarà individuato entro la metà del prossimo anno
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MILANO — Campari chiude i primi nove mesi in crescita, ma meno delle attese, ed è fiduciosa di poter nominare il nuovo ad entro giugno 2025. Dopo una parentesi di cinque mesi al timone, lo scorso 18 settembre Matteo Fantacchiotti ha infatti lasciato le deleghe del gruppo presieduto da Luca Garavoglia, il quale ha affidato allo storico manager, Bob Kunze Concewitz, la ricerca del futuro ad, e al direttore finanziario, Paolo Marchesini e al responsabile degli affari legali, Fabio Di Fede, le deleghe operative per guidare l’azienda in questa fase di transizione.

Ricavi in aumento ma margini in discesa

Tra gennaio e settembre, nonostante i cambi sfavorevoli, i ricavi del colosso delle bevande sono saliti del 2,1% a livello organico 2,27 miliardi (ma in calo dell’1,4% nel terzo trimestre) e del 3,4% considerando anche il consolidamento del cognac Courvoisier. I maggiori costi delle materie prime e degli investimenti hanno però schiacciato i margini, e così il mol rettificato è sceso del 2…

MILANO — Campari chiude i primi nove mesi in crescita, ma meno delle attese, ed è fiduciosa di poter nominare il nuovo ad entro giugno 2025. Dopo una parentesi di cinque mesi al timone, lo scorso 18 settembre Matteo Fantacchiotti ha infatti lasciato le deleghe del gruppo presieduto da Luca Garavoglia, il quale ha affidato allo storico manager, Bob Kunze Concewitz, la ricerca del futuro ad, e al direttore finanziario, Paolo Marchesini e al responsabile degli affari legali, Fabio Di Fede, le deleghe operative per guidare l’azienda in questa fase di transizione.

Ricavi in aumento ma margini in discesa

Tra gennaio e settembre, nonostante i cambi sfavorevoli, i ricavi del colosso delle bevande sono saliti del 2,1% a livello organico 2,27 miliardi (ma in calo dell’1,4% nel terzo trimestre) e del 3,4% considerando anche il consolidamento del cognac Courvoisier. I maggiori costi delle materie prime e degli investimenti hanno però schiacciato i margini, e così il mol rettificato è sceso del 2% a 590,7 milioni organicamente (con un crollo del 14% nel terzo trimestre) e dell’1,8% tenendo conto delle acquisizioni, ma comunque pari al 25,9% dei ricavi. L’utile operativo rettificato è invece diminuito del 4,2% a 499,4 milioni (-18,2% nel terzo trimestre). Infine l’utile prima delle imposte è calato del 5% a 423 milioni (-20,4% nel terzo trimestre) e giù del 4,6% tenendo conto del contributo di Courvoisier che ha fatto lievitare gli oneri finanziari dei 9 mesi a 57 milioni.

Attese positive per il 2025 grazie a Aperol Camapri e la tequila

Nonostante la politica di contenimento dei costi in atto, Campari non si aspetta un miglioramento dei risultati nell’ultimo trimestre. Se quindi anche le prospettive per l’intero anno non miglioreranno di molto rispetto all’andamento dei primi nove mesi, le attese per il 2025 sono positive e l’obiettivo a medio termine è quello di tornare e a una crescita organica dei ricavi compresa tra il 5 e il 9%, grazie alla forza dei propri marchi tra cui Aperol (che nei nove mesi è salito del 3,2%) Campari (+7,6%) e la tequila Espolon (18,8%). Infine ieri la società ha annunciato un nuovo piano di buy back da 40 milioni (che terminerà entro il 12 novembre 2025) a servizio delle stock option dei manager, non è stata invece ancora definita l’entità della liquidazione di Fantacchiotti.

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