Allarme Abi sul risparmio: “Troppe tasse, rischio fuga”
Rosaria AmatoIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'intervento alla cerimonia della 100^ Giornata Mondiale del Risparmio, con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il presidente dell'Acri Giovanni Azzone e il presidente dell'Abi Antonio Patuelli
ROMA — Un risparmio tartassato da «vetuste leggi fiscali», che «dispongono ancora uguale tassazione per il risparmio e la speculazione». Alla 100ª Giornata Mondiale del Risparmio il presidente dell’Abi Antonio Patuelli chiede «che le leggi tributarie rispettino meglio il risparmio, che oggi è gravato dall’imposta ordinaria del 26%, che si aggiunge alla pressione fiscale sulle società quando in esse viene investito». E non solo: «Grava sul risparmio, pure sulla liquidità nei conti correnti, anche l’imposta di bollo, che è una patrimoniale da abolire». Altrimenti il risparmio in Italia continuerà a rimanere “immobile”, come rileva il presidente dell’Acri Giovanni Azzone, sottolineando che «solo una minima percentuale viene investita in aziende che operano in Italia, e che possono generare occupazione e creare valore condiviso». E quel poco che viene investito, finisce altrove, aggiunge Patuelli: «La pesante tassazione esistente in Italia spinge tante volte i risparmiatori italiani ad in…
ROMA — Un risparmio tartassato da «vetuste leggi fiscali», che «dispongono ancora uguale tassazione per il risparmio e la speculazione». Alla 100ª Giornata Mondiale del Risparmio il presidente dell’Abi Antonio Patuelli chiede «che le leggi tributarie rispettino meglio il risparmio, che oggi è gravato dall’imposta ordinaria del 26%, che si aggiunge alla pressione fiscale sulle società quando in esse viene investito». E non solo: «Grava sul risparmio, pure sulla liquidità nei conti correnti, anche l’imposta di bollo, che è una patrimoniale da abolire». Altrimenti il risparmio in Italia continuerà a rimanere “immobile”, come rileva il presidente dell’Acri Giovanni Azzone, sottolineando che «solo una minima percentuale viene investita in aziende che operano in Italia, e che possono generare occupazione e creare valore condiviso». E quel poco che viene investito, finisce altrove, aggiunge Patuelli: «La pesante tassazione esistente in Italia spinge tante volte i risparmiatori italiani ad investire all’estero», anche perché al momento nell’Unione Europea, in assenza di unità di regole fiscali, invocata più volte dall’Abi, «vi è e vi sarà forte concorrenza fra gli Stati per attrarre il risparmio e i capitali».
Il risparmio privato «non è neutro», ricorda Azzone, «può rimanere circoscritto, allargando di fatto le disuguaglianze esistenti, o può essere investito e creare valore per la comunità, trasformarsi in bene collettivo». Ma deve essere incentivato a farlo.
Anche perché cresce la quota di chi non riesce a risparmiare, per via delle difficoltà economiche: «La propensione al risparmio delle famiglie è passata dal 7,8 per cento del 2022 al 6,3 per cento del 2023, il valore più basso dal 1995», ricorda, citando l’Istat, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Difficoltà confermate dall’indagine Ipsos commissionata dall’Acri: il 13% delle famiglie italiane nel 2024 è stata costretta a fare ricorso ai risparmi accumulati, mentre il 5% ha addirittura dovuto richiedere prestiti. Mattarella chiede misure per favorire il risparmio individuale: «Oggi il 50% della popolazione italiana continua a non essere in grado di risparmiare. Con gravi disuguaglianze, e l’aumento della povertà rischia di perpetuare questa condizione nel tempo».
L’altra metà, quella che risparmia, preferisce «tenerli liquidi», come risponde il 63% degli intervistati all’Ipsos. O investe solo una piccola parte dei risparmi. Eppure di liquidità c’è particolarmente bisogno, a ribadirlo anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: per favorire la crescita, «saranno necessari ingenti investimenti, che non potranno essere soddisfatti solo da fonti pubbliche, dati i vincoli di bilancio esistenti. Occorrerà mobilitare anche il risparmio privato, che assumerà il ruolo di risorsa fondamentale per lo sviluppo». Giorgetti prospetta un «“ecosistema” regolamentare e amministrativo, che faciliti l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, favorendo anche l’accesso dei risparmiatori a strumenti di investimento diversificati per rischio, rendimento e orizzonte temporale».