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L’acciaieria Cogne compra la tedesca Mannesmann Stainless Tubes

Con la quarta acquisizione in due anni l’azienda a proprietà taiwanese fa un salto dimensionale del 50% aggiungendo 5 stabilimenti produttivi
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MILANO – Dopo Svezia, Gran Bretagna e Italia l’ultimo colpo della Cogne Acciai Speciali è stato messo a segno in Germania. Nel mirino dell’azienda controllata al 70% dal colosso taiwanese Walsin Lihwa e al 30% dalla famiglia Marzorati (passaporto svizzero ma origine italiane), è finita la Mannesmann Stainless Tubes. Con 400 milioni di fatturato, circa 1000 dipendenti e 6 stabilimenti distribuiti in quattro nazioni l’azienda con sede a Mülheim an-der-Ruhr (una città nell'area metropolitana del Nord Reno-Westfalia) è pioniere nella produzione di tubi e tubazioni in acciaio inossidabile senza saldatura e leghe a base di nichel. Un brevetto che possiede fin dal 1886 e che ha rivoluzionato nei decenni successivi l’industria dell’ingegneria, delle tubazioni e della costruzione di veicoli.

“L’acquisizione di Mannesmann Stainless è molto trasformativa per noi – spiega Massimiliano Burelli, ceo di Cogne Acciai Speciali -. Facciamo un salto dimensionale del 50% aggiungendo 5 stabilimenti e inoltre saturiamo lo stabilimento principale di Aosta che ha il 30% di capacità inutilizzata”.

I cinque centri produttivi della Mannesmann si trovano in Germania, a Remscheid, nel centro della Francia, a Montbard e Issoudun, in Italia a Costa Volpino in provincia di Bergamo e negli Stati Uniti a Houston, nel Texas.

La crescita in Europa

Con quattro acquisizioni negli ultimi due anni, una in Svezia (Degerfors Long Products), una in Gran Bretagna (Special Melted Products), una in Italia (Com.Stell Inox) e ora con la Mannesmann si completa la fase di crescita per linee esterne che proprietà e management avevano messo in programma nel 2022, al momento del passaggio del controllo dalla famiglia Marzorati al gruppo taiwanese. Grazie alle quattro acquisizioni la Cogne Acciai Speciali passa da 1.584 a circa 3 mila dipendenti, da 965 milioni di euro a 2 miliardi di fatturato e da 4 a 13 sedi produttive. “Il nostro focus è sui prodotti complessi per specifici settori – aggiunge Burelli – e comunque le acquisizioni non ci hanno impedito di continuare a investire 40/50 milioni all’anno negli impianti vicini ad Aosta”. I settori a cui si riferisce Burelli sono automotive, aerospaziale, medicale, orologeria, alimentare, costruzione civile, oil&gas, energia a cui ora si aggiunge il mercato dei tubi senza saldatura dell’azienda tedesca.

Cogne Acciai Speciali è stata la prima privatizzazione del governo Prodi, nel lontano 1993, a cui seguì quella di Piombino assegnata a Lucchini e poi quella dell’Ilva alla famiglia Riva.

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