I beffati dalle Banche venete : “Ci spettano altri 200 milioni”
Rosaria AmatoROMA — Riapertura dei termini per i risparmiatori esclusi dagli indennizzi a causa di errori formali, e recupero del residuo del Fondo di Indennizzo dei risparmiatori (Fir), per innalzare la quota del 40% per i risarcimenti degli azionisti. A chiederlo è una delle associazioni dei risparmiatori truffati da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, Ezzelino III da Onara, del Padovano. Ma che la vicenda non sia chiusa affatto per i veneti lo dimostrano anche la recente interrogazione in Senato di Pierantonio Zanettin (FI), e la mozione bipartisan appena approvata dalla commissione consiliare Affari istituzionali del Comune di Vicenza, dopo le audizioni con le associazioni “Noi che credevamo”, Codacons e Adusbef.
«Comprendiamo che si è seguita la legge - afferma Patrizio M…
ROMA — Riapertura dei termini per i risparmiatori esclusi dagli indennizzi a causa di errori formali, e recupero del residuo del Fondo di Indennizzo dei risparmiatori (Fir), per innalzare la quota del 40% per i risarcimenti degli azionisti. A chiederlo è una delle associazioni dei risparmiatori truffati da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, Ezzelino III da Onara, del Padovano. Ma che la vicenda non sia chiusa affatto per i veneti lo dimostrano anche la recente interrogazione in Senato di Pierantonio Zanettin (FI), e la mozione bipartisan appena approvata dalla commissione consiliare Affari istituzionali del Comune di Vicenza, dopo le audizioni con le associazioni “Noi che credevamo”, Codacons e Adusbef.
«Comprendiamo che si è seguita la legge - afferma Patrizio Miatello, presidente dell’associazione Ezzelino III da Onara - ma ci chiediamo che fine faranno gli oltre 7 mila risparmiatori le cui domande sono state rigettate per errori e ritardi formali, e che rischiano di non ottenere niente. E ci chiediamo anche perché si sia dovuto azzerare il Fir: dai nostri calcoli c’erano ancora 220 milioni, che avrebbero potuto essere utilizzati per una ulteriore quota di indennizzo, tra il 7 e l’8%». L’organizzazione contesta anche il tetto di 100 mila euro per gli indennizzi: «In questo modo chi ha perso di più è ben lontano dall’aver recuperato il 40%, non è giusto», osserva Miatello.
«Durante le audizioni delle associazioni dei risparmiatori, in Consiglio comunale - spiega il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai (Pd) - sono venute centinaia di persone, segno che il tema è ancora sentitissimo, anche perché c’è una parte degli interessati che non ha ricevuto l’indennizzo per ragioni tecniche, banali, di compilazione. E tanti si chiedono perché ci si doveva fermare al 40% delle perdite, visto che c’erano i fondi per andare oltre».
La questione, spiega Zanettin (che ha appena proposto al Senato l’istituzione di una nuova commissione d’inchiesta sull’accesso al credito), non riguarda gli ex azionisti che hanno fatto ricorso nei termini, o che sono in causa: per loro, ha assicurato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel question time al Senato, sono stati previsti specifici accantonamenti. Per il resto, ha ricordato Giorgetti, dopo numerose proroghe sono scaduti sia il termine di presentazione delle domande che per la loro regolarizzazione. Nel complesso «sono state accolte 134.136 istanze, erogati 1.353.832.529 euro a 129.899 risparmiatori». Il Fir, alimentato con le somme dei conti dormienti, è stato azzerato. E, spiega il ministro, «ulteriori fattispecie di remissione in termini per irregolarità formali» richiederebbero quindi «autonoma copertura finanziaria», da valutarsi «nel quadro attuale di finanza».