Freni: “Riapertura del concordato e una nuova rottamazione: puntiamo a ridurre l’evasione. Da Landini rancore preventivo”
di Giuseppe ColomboSottosegretario Freni, siete pronti a riaprire il concordato?
“Nostra carità non serra porte a giusta voglia”.
È una citazione?
“Sì, il III canto del Paradiso”.
Quindi il concordato riapre. Non sapete ancora quanto avete incassato e già pensate all’esame di riparazione. Come mai questa frenesia?
“Qui ad essere agitato è solo chi parla di condoni senza alcuna ragione. Tra una decina di giorni conosceremo il numero delle adesioni e valuteremo come dare un’altra possibilità a tutte quelle partite Iva che vogliono aderire al concordato”.
Una nuova chance perché temete un flop delle adesioni?
“Tutt’altro. Forse è bene ricordare che il concordato è al suo debutto e che qualsiasi strumento fiscale ha bisogno di tempo per essere assimilato dai contribuenti”.
E perché il titolare di una partita Iva che non ha aderito dovrebbe cambiare idea?
“Non si tratta di fare opere di convincimento, ma solo di dare più tempo”.
Landini dice che con il concordato legalizzate l’evasione. Cosa risponde?
“Landi…
Sottosegretario Freni, siete pronti a riaprire il concordato?
“Nostra carità non serra porte a giusta voglia”.
È una citazione?
“Sì, il III canto del Paradiso”.
Quindi il concordato riapre. Non sapete ancora quanto avete incassato e già pensate all’esame di riparazione. Come mai questa frenesia?
“Qui ad essere agitato è solo chi parla di condoni senza alcuna ragione. Tra una decina di giorni conosceremo il numero delle adesioni e valuteremo come dare un’altra possibilità a tutte quelle partite Iva che vogliono aderire al concordato”.
Una nuova chance perché temete un flop delle adesioni?
“Tutt’altro. Forse è bene ricordare che il concordato è al suo debutto e che qualsiasi strumento fiscale ha bisogno di tempo per essere assimilato dai contribuenti”.
E perché il titolare di una partita Iva che non ha aderito dovrebbe cambiare idea?
“Non si tratta di fare opere di convincimento, ma solo di dare più tempo”.
Landini dice che con il concordato legalizzate l’evasione. Cosa risponde?
“Landini è animato da un inspiegabile rancore preventivo nei confronti del governo. Il suo giudizio non mi meraviglia. Se critica persino il taglio delle tasse che garantiamo a 14,3 milioni di lavoratori, figuriamoci il concordato. In ogni caso ha torto”.
Perché?
“Il concordato punta a far emergere redditi non dichiarati: è un incentivo all’evasione, questo? Non mi sembra. Semmai accompagniamo il contribuente lungo un percorso virtuoso che punta a migliorare la propria affidabilità fiscale”.
In cambio gli garantite l’azzeramento dei controlli e un trattamento fiscale di favore.
“Garantiamo una serie di condizioni che sono assolutamente compatibili con una logica di moderna compliance. Basta con questa impostazione medioevale del fisco”.
Non è una resa all’evasione?
“Parlare di resa all’evasione al governo che ha raggiunto il record di gettito fiscale mi sembra decisamente fuori luogo, non crede? L’obiettivo è consentire all’Agenzia delle Entrate di concentrare la sua azione di contrasto verso i soggetti che non pagano le tasse, lasciando in pace chi lavora e fa il suo dovere”.
Con il concordato siamo alla ventesima sanatoria. State pensando alla ventunesima?
“Guardi, qui pensiamo solo a misure di buon senso. Concordato e nuova rottamazione delle cartelle possono, ad esempio, andare insieme”.
Nel frattempo Forza Italia sta disegnando una contromanovra. Della Lega, invece, poche tracce.
“La Lega è al lavoro su alcune modifiche alla manovra: rateizzazione dell’acconto di novembre, canone Rai, flat tax, nuova rottamazione. Sono tanti i temi da approfondire. Ma con la giusta riservatezza e un linguaggio adeguato”.
Cioè?
“Battere i pugni sul tavolo non aumenta la forza dei propri argomenti. La manovra si può migliorare, non va certo smontata”.
Quindi Forza Italia vuole smontarla?
“Non ho detto questo. Io mi occupo della Lega, non di Forza Italia. Poi ognuno è libero di muoversi come meglio crede”.
Tajani e i suoi non si stanno facendo troppi problemi. Hanno paragonato il ministero dell’Economia alla Stasi per via dell’obbligo di integrare i collegi sindacali delle società che ricevono contributi pubblici con un rappresentante del Mef.
“Una lettura un poco più attenta della norma eviterebbe polemiche inutili e paragoni avventati. Nessuno fatica a comprendere le ragioni di quella previsione, che sono legate ad un utilizzo attento e responsabile dei soldi di tutti i cittadini”.
Abolirete la norma come chiede Tajani?
“Il principio non è in discussione. Ovviamente tutto è migliorabile, per carità”.
Ma è colpa della Ragioneria? Dicono che i tecnici “devono ragionare, non strafare”.
"Strano Paese, il nostro. Quando gioca l’Italia siamo tutti commissari tecnici. Quando si fa la legge di bilancio, siamo tutti Ragionieri generali. Per fortuna in Ragioneria non hanno bisogno di consigli esotici, ma di lavorare in serenità, secondo l’indirizzo politico che il governo impartisce, come sempre avviene. Alla Ragioneria, così come a tutti gli altri Dipartimenti del Mef, dobbiamo solo dire grazie”.
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