MILANO – I ricavi degli operatori telefonici mondiali riescono a crescere ancora dell’1,5% nel primo semestre 2024 e del 2% nel 2023 ma solo grazie ai player asiatici, giapponesi (+3,1%) e cinesi (+2,9%), che hanno beneficiato del rafforzamento della quota di mercato nel 5G e dell’avanzato grado di diversificazione industriale.
Per la prima volta, infatti - secondo lo studio dell’Area Studi di Mediobanca che mette a confronto nel quinquennio 2019-2024 i numeri delle 32 maggiori telco internazionali con ricavi superiori a nove miliardi di euro ciascuna - si è verificato il sorpasso di China Mobile (128,6 miliardi di euro di ricavi) sulla statunitense Verizon (121,2 miliardi), con quattro operatori asiatici tra i primi dieci. In terza posizione tiene la tedesca Deutsche Telekom (con 112 miliardi), che però realizza i due terzi del suo fatturato negli Usa con la controllata T-Mobile. Scende dal podio, invece, l’altra statunitense AT&T (110,8miliardi), a causa della cessione di Warne…
MILANO – I ricavi degli operatori telefonici mondiali riescono a crescere ancora dell’1,5% nel primo semestre 2024 e del 2% nel 2023 ma solo grazie ai player asiatici, giapponesi (+3,1%) e cinesi (+2,9%), che hanno beneficiato del rafforzamento della quota di mercato nel 5G e dell’avanzato grado di diversificazione industriale.
Per la prima volta, infatti - secondo lo studio dell’Area Studi di Mediobanca che mette a confronto nel quinquennio 2019-2024 i numeri delle 32 maggiori telco internazionali con ricavi superiori a nove miliardi di euro ciascuna - si è verificato il sorpasso di China Mobile (128,6 miliardi di euro di ricavi) sulla statunitense Verizon (121,2 miliardi), con quattro operatori asiatici tra i primi dieci. In terza posizione tiene la tedesca Deutsche Telekom (con 112 miliardi), che però realizza i due terzi del suo fatturato negli Usa con la controllata T-Mobile. Scende dal podio, invece, l’altra statunitense AT&T (110,8miliardi), a causa della cessione di WarnerMedia nell’aprile 2022.
L’altro risultato di rilievo vede protagonista la svizzera Swisscom, che con l’acquisizione di Vodafone Italia (finalizzata all’inizio del 2025) salirà dalla 26esima alla 18esima posizione con ricavi stimati a 16,7 miliardi. Un livello che gli permetterà di scavalcare l’incumbent italiano Tim che attualmente è 19esima in classifica ma che scenderà in 22esima posizione con ricavi a 13,6miliardi, calcolati escludendo Sparkle (in corso di cessione) e NetCo, la società che nel luglio 2024 ha ricevuto la rete fissa di TIM.
Questa operazione di deconsolidamento della rete ha però permesso a Tim di ridurre i debiti finanziari di 13,8 miliardi (non considerando i possibili earn-outs per 2,9miliardi), allineando l’incumbent italiano ai migliori livelli di leva finanziaria in Europa. Inoltre con la stessa operazione Tim risparmierà 800 milioni di interessi passivi all’anno su un totale di 1,99 miliardi contabilizzati dalla società nel 2023, pari al 12,4% dei ricavi consolidati, un’incidenza inferiore solo al 15,6% segnata da Altice.
Se si guarda invece la classifica mondiale delle telco non in base ai ricavi ma alla loro redditività industriale, i risultati sono un po’ diversi. La palma della redditività migliore va infatti all’indiana Bharti Airtel che vanta i margini industriali più elevati (ebit margin al 30,4%), seguita dalla statunitense Verizon (22,1%) e dalla canadese BCE (22%). Mentre a livello europeo sul podio della redditività nel 2023 salgono BT Group (ebit margin al 20,1%), Swisscom (19,9%) e Deutsche Telekom (19,5%). Nel complesso tra il 2019 e il 2023 l’ebit margin è salito al 15,5% (era al 15% nel 2019).
L’Italia è l’unico paese europeo che si è ridimensionato nel quinquiennio 2019-2023 del 9,7% e se si estende l’analisi partendo dal 2010 si tratta di 15 miliardi di giro d’affari persi (-3,3% medio annuo), con la rete mobile in maggior affanno (-49%) rispetto alla fissa (-20,7%). Tali dinamiche sono influenzate da numerose variabili, tra cui gli effetti regolamentari e le pressioni competitive che in Italia hanno causato una contrazione dei prezzi nei servizi telefonici pari al -14,1% rispetto al -2,2% medio europeo tra giugno 2019 e giugno 2024.
La stazionarietà delle tariffe telefoniche nel nostro Paese ha contribuito a ridurre la redditività del settore. Pur non mancando meccanismi di adeguamento al carovita, gli operatori mobili virtuali (i c.d. MVNO) e i second brand dei player infrastrutturati hanno proseguito anche nel 2023 la strategia di incrementare i volumi “dati inclusi” nelle proprie offerte a parità di tariffa o, in taluni casi, di lanciare promozioni a prezzi ulteriormente ridotti, in un contesto di continuo rialzo del volume di traffico (cresciuto, tra il 2019 e il 2023, del 248,1% nel mobile e del 124,7% nel fisso). La progressiva diffusione della banda ultra-larga sostiene invece i prezzi e i ricavi nel comparto fisso.
Dal confronto tra i conti aggregati dei principali operatori italiani e dei big player con sede nell’Emea, emerge una redditività inferiore dei primi, con il divario in deciso allargamento dal 2021. Per i principali gruppi italiani il rialzo dei costi operativi, degli ammortamenti e degli interessi passivi, in un contesto di ricavi in sofferenza, hanno portato l’ebit margin in territorio negativo nel 2023 (-0,1% dal +12,6% nel 2019), rispetto al +16,1% segnato dalle big dell’Emea (+13,1% nel 2019).
La redditività del capitale investito descrive un percorso simile, con il ROI aggregato delle telco italiane sceso dal 4,9% del 2019 allo 0,1% nel 2023 (rispetto al 7,9% dell’Emea), risultando costantemente inferiore nell’ultimo quinquennio al costo del capitale, stimato all’8,1% nel 2023.
Considerando che livelli di ROI inferiori al costo del capitale disincentivano gli operatori infrastrutturati (i c.d. MNO) a realizzare nuovi investimenti, appare fondamentale sfruttare i significativi benefici offerti dall’EU Recovery Fund che ha destinato al settore italiano delle telecomunicazioni 49,8 miliardi rivolti all’informatizzazione del Paese, alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e allo sviluppo di reti ultra-broadband, 5G e satellitari.