Ex Ilva, la holding è insolvente per un miliardo
di Raffaele LorussoAcciaierie d’Italia holding spa è insolvente per un miliardo di euro. Lo ha deciso la sezione crisi d’impresa del tribunale di Milano, dichiarando lo stato di insolvenza. Il ricorso è stato promosso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. “All'esito del procedimento, al quale hanno preso parte anche il socio privato Arcelor Mittal Italy Holding srl e il socio pubblico Invitalia spa – si legge in una nota del presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia - è stato accertato, anche con l'ausilio di un supporto di un consulente uno squilibrio finanziario di quasi un miliardo di euro, di composizione eterogenea, per lo più riconducibile a debiti verso i soci, verso professionisti e fornitori”. La verifica di stato passivo è stata fissata davanti al giudice delegato della procedura, Laura De Simone, per il 5 marzo 2025.
Il conflitto Arcelor-Invitalia
Acciaierie d'Italia holding è la capogruppo delle cinque società dell'ex Ilva già dichiarate insolventi nei mesi scorsi e p…
Acciaierie d’Italia holding spa è insolvente per un miliardo di euro. Lo ha deciso la sezione crisi d’impresa del tribunale di Milano, dichiarando lo stato di insolvenza. Il ricorso è stato promosso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. “All'esito del procedimento, al quale hanno preso parte anche il socio privato Arcelor Mittal Italy Holding srl e il socio pubblico Invitalia spa – si legge in una nota del presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia - è stato accertato, anche con l'ausilio di un supporto di un consulente uno squilibrio finanziario di quasi un miliardo di euro, di composizione eterogenea, per lo più riconducibile a debiti verso i soci, verso professionisti e fornitori”. La verifica di stato passivo è stata fissata davanti al giudice delegato della procedura, Laura De Simone, per il 5 marzo 2025.
Il conflitto Arcelor-Invitalia
Acciaierie d'Italia holding è la capogruppo delle cinque società dell'ex Ilva già dichiarate insolventi nei mesi scorsi e per le quali di fatto era iniziata l’amministrazione straordinaria. La decisione è arrivata dopo che il tribunale fallimentare di Milano, presieduto da Laura De Simone, a fine giugno scorso aveva deciso di nominare un consulente tecnico per valutare la situazione, prima di decidere sulla dichiarazione dello stato di insolvenza richiesta dai commissari straordinari e anche dalla Procura milanese, che si era associata. Per la Procura, il conflitto tra i soci della holding, ossia il socio pubblico di minoranza Invitalia e il socio privato di maggioranza, i franco-indiani di Arcelor Mittal, era insanabile.
Le ricadute
Anche se sul piano gestionale e operativo non ci saranno ricadute, il provvedimento del tribunale di Milano potrebbe adesso consentire ai commissari di Acciaierie d’Italia di avviare un confronto con Arcelor Mittal per provare a evitare azioni legali che si trascinerebbero per anni. L’obiettivo della struttura commissariale è contestare al socio privato una serie di inadempienze. Una soluzione transattiva potrebbe permettere alla società di ricavare liquidità in attesa della conclusione della procedura di vendita.