Economia

La trimestrale

Ferrari, ricavi in crescita del 6,5% e obiettivi 2024 confermati

L'amministratore delegato Benedetto Vigna. ANSA/FRANCESCO LOSCALZO
L'amministratore delegato Benedetto Vigna. ANSA/FRANCESCO LOSCALZO 
Il titolo frena in Borsa. Vigna: “Transizione?

Per noi è aggiungere l’elettrico all’esistente”

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ROMA — I conti di Ferrari continuano a correre, anche se il titolo del Cavallino, su cui si concentrano sempre le aspettative di analisti e investitori, ha ceduto il 7%. Un calo vistoso rispetto ai numeri macinati nel terzo trimestre dalla Casa di Maranello. La società guidata dall’ad Benedetto Vigna ha chiuso il terzo trimestre con ricavi netti pari a 1,6 miliardi, in crescita del 6,5% rispetto all’anno precedente. Le consegne totali sono 3.383, il 2% in meno. Elemento che potrebbe spiegare la flessione negativa a Piazza Affari. Si tratta, però, di una falsa pista secondo un report di Bernstein. Anche perché il Cavallino, che è alle prese con l’introduzione di un nuovo sistema di pianificazione delle risorse aziendali, aveva già annunciato una calibrazione diversa delle consegne tra i periodi dell’anno. Non si tratterebbe quindi di un calo della domanda, ma di un effetto della transizione per non stressare il nuovo sistema.

L’ebit adjusted è pari a 467 milioni, in crescita del 10,3% rispetto al 2023, con un margine dell’ebit pari al 28,4%. L’utile netto adjusted è di 375 milioni (+13%) e l’utile diluito per azione è pari a 2,08 euro. L’ebitda adjusted è di 638 milioni, in aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente, con un margine pari al 38,8%. La generazione cash flow industriale è pari a 364 milioni. «Il terzo trimestre registra ancora una volta dei risultati in crescita per Ferrari, grazie a un forte mix di prodotti e a un maggiore contributo delle personalizzazioni», dice l’ad Vigna.

Ferrari, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, conferma la guidance finanziaria 2024, già rivista al rialzo nel mese di agosto, «con maggiore fiducia di raggiungere gli obiettivi», spiega Vigna. Ferrari si aspetta ricavi superiori a 6,55 miliardi di euro, un ebit uguale o superiore a 1,82 miliardi, con margine al 27,5%. L’utile diluito adjusted per azione è atteso pari o superiore a 7,90 euro, con un ebitda uguale o superiore a 2,5 miliardi e margine al 38%. Il cash flow industriale è stimato fino a 0,95 miliardi.

Obiettivi che, per paradosso, potrebbero aver provocato il calo in Borsa. Quando si parla di Ferrari si è abituati a target molto alti che, in corso d’opera, vengono aggiornati al rialzo. Cosa che è già avvenuta ad agosto e probabilmente gli investitori si attendevano un altro ritocco all’insù che non c’è stato. Vigna ha annunciato che la casa di Maranello terrà un Capital Market Day nel secondo semestre 2025 «per presentare il nuovo piano industriale con target finanziari, investimenti e lanci di modelli dal 2026». E sulla transizione verso l’elettrico? L’ad ha puntualizzato che per Ferrari non si tratta di fare «una transizione verso l’elettrico ma di aggiungere la piattaforma elettrica a quelle esistenti».

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