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Poste, utile netto da 1,6 miliardi. Acconto su dividendo di 33 cent per azione. L’ad: “Nessuna visibilità su apertura a privati”

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In attesa che l’offerta pubblica di vendita prenda quota, la società di Matteo Del Fante si presenta con i conti in ordine. Vola la consegna dei pacchi, bene anche i servizi assicurativi
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ROMA – In vista di una nuova apertura agli investitori privati, ancora incerta nei modi e nei tempi, Poste Italiane si presenta con i conti in ordine. Nei primi nove mesi di quest’anno, ecco Poste centrare un utile netto da 1,6 miliardi di euro (con una progressione evidente rispetto ai 569 milioni dello stesso periodo del 2023).

Matteo Del Fante pone l’accento anche sui ricavi, sul fatturato. Pari a 9,2 miliardi, i ricavi rappresentano «il livello più alto mai registrato sui primi nove mesi di un anno», spiega l’amministratore delegato del gruppo postale.

I risultati - in termini di ricavi e utile netto - sono una buona notizia per gli azionisti. Poste pagherà un acconto sul dividendo di 33 centesimi per azione, per un totale di 427 milioni. Siamo di fronte, di nuovo, a un aumento del 39% rispetto allo scorso anno.

I rinnovi contrattuali

Anche le dipendenti e i dipendenti di Poste Italiane beneficiano del buon andamento dell’azienda. La spesa ordinaria per il personale supera quota 4…

ROMA – In vista di una nuova apertura agli investitori privati, ancora incerta nei modi e nei tempi, Poste Italiane si presenta con i conti in ordine. Nei primi nove mesi di quest’anno, ecco Poste centrare un utile netto da 1,6 miliardi di euro (con una progressione evidente rispetto ai 569 milioni dello stesso periodo del 2023).

Matteo Del Fante pone l’accento anche sui ricavi, sul fatturato. Pari a 9,2 miliardi, i ricavi rappresentano «il livello più alto mai registrato sui primi nove mesi di un anno», spiega l’amministratore delegato del gruppo postale.

I risultati - in termini di ricavi e utile netto - sono una buona notizia per gli azionisti. Poste pagherà un acconto sul dividendo di 33 centesimi per azione, per un totale di 427 milioni. Siamo di fronte, di nuovo, a un aumento del 39% rispetto allo scorso anno.

I rinnovi contrattuali

Anche le dipendenti e i dipendenti di Poste Italiane beneficiano del buon andamento dell’azienda. La spesa ordinaria per il personale supera quota 4,1 miliardi di euro (con un aumento del 3,1% su base annua). La crescita delle retribuzioni è effetto degli ultimi rinnovi contrattuali. Incide anche la «maggiore retribuzione variabile» - si legge in una nota - che è possibile sempre perché i conti vanno bene.

La società corre in tutte le aree di attività. Il settore della corrispondenza e pacchi registra ricavi per 2,8 miliardi (più 1,5% su base annua). Se la consegna delle lettere è stabile, vola quella dei pacchi con un segno positivo del 13%. Poste punta a gestire con proprie forze questo servizio, sostenuto dalla crescita continua del commercio elettronico.

Al momento, il 40% dei pacchi ci arriva a casa grazie ai portalettere. L’obiettivo - spiega Del Fante al Tg Poste - è di arrivare ai due terzi delle consegne in capo ai postini entro il 2028. Aiuterà a servire meglio le persone anche la rete di 10.000 “armadietti” di deposito (i locker) che è stata già progettata. Poste infine guarda al mercato internazionale dei pacchi, come prova l’alleanza strategica che ha sottoscritto con Dhl nel 2023.

Un aereo di Poste 

L’impatto di PostePay

Non solo pacchi e lettere, ovviamente. Poste sta andando bene nei servizi assicurativi (con ricavi a 1,2 miliardi e un più 7,3% su base annua). Tra le casseforti del risparmio degli italiani, il gruppo postale si consolida nei servizi finanziari (ricavi lordi a 4,7 miliardi, più 4,4% su base annua) e in quelli legati alla PostePay (con ricavi, qui, a 1,2 miliardi).

A proposito dell’ingresso dei privati con lo strumento dell’Offerta pubblica di vendita (Opv), l’ad Matteo Del Fante mette le mani avanti: non abbiamo - dice - «alcuna visibilità. Aspetto istruzioni».

A metà ottobre, Poste ha fermato la procedura di offerta delle azioni. Il procedimento, diceva il comunicato stampa, è «temporaneamente interrotto in pendenza delle decisioni e valutazioni in corso riguardo a modalità e tempi dell’offerta». Due nodi che il ministero dell’Economia non ha ancora sciolto.

In Borsa già martedì l’azione di Poste Italiane ha rotto la resistenza dei 13 euro. Ieri è cresciuta di un altro 0,34% - in una giornata difficile per le contrattazioni a Milano - e vale adesso 13,195 euro.

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