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L’economista El-Erian sul ritorno di Trump: “Con l’Europa negoziati ma non ci sarà una guerra commerciale”

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L’ex ceo di Pimco: “Con il voto Usa ancora più urgente per la Ue aumentare produttività e crescita: il destino è nelle sue mani. La Fed? La sua indipendenza non è a rischio”
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“Il destino dell’Europa è nelle sue mani”. Se in queste ore a Bruxelles e dintorni ci si straccia le vesti per la vittoria di Trump, l’opinione “tecnica” di un grande esperto di economia e mercati finanziari come Mohamed El-Erian, già Ceo del colosso del risparmio Pimco e oggi capo consigliere di Allianz, è diversa.

Chi vince e chi perde sui mercati finanziari con un'amministrazione Trump?

“A livello generale e in termini di livelli di prezzo, le azioni vincono e le obbligazioni perdono, il bitcoin vince e il petrolio perde, l'industria manifatturiera tradizionale vince e l'energia verde perde. A un livello più disaggregato, le banche e Tesla sono vincenti, così come l'industria delle criptovalute”.

L'enorme debito pubblico Usa – ha scritto lei sul Financial Times - deve essere ri…

“Il destino dell’Europa è nelle sue mani”. Se in queste ore a Bruxelles e dintorni ci si straccia le vesti per la vittoria di Trump, l’opinione “tecnica” di un grande esperto di economia e mercati finanziari come Mohamed El-Erian, già Ceo del colosso del risparmio Pimco e oggi capo consigliere di Allianz, è diversa.

Chi vince e chi perde sui mercati finanziari con un'amministrazione Trump?

“A livello generale e in termini di livelli di prezzo, le azioni vincono e le obbligazioni perdono, il bitcoin vince e il petrolio perde, l'industria manifatturiera tradizionale vince e l'energia verde perde. A un livello più disaggregato, le banche e Tesla sono vincenti, così come l'industria delle criptovalute”.

L'enorme debito pubblico Usa – ha scritto lei sul Financial Times - deve essere ridotto. Ma come può farlo Trump, senza tradire alcune o molte delle sue promesse elettorali?

“Ad oggi non esiste un piano per contenere il debito e il deficit. Questo è uno dei motivi per cui i tassi di interesse statunitensi hanno continuato a salire. Il rendimento dei titoli di Stato Usa a 10 anni è aumentato di oltre 70 punti base rispetto al giorno in cui la Federal Reserve ha effettuato un taglio dei tassi di 50 punti base”.

Lei sostiene anche che la nuova Amministrazione dovrebbe ripristinare la leadership Usa al centro dell'ordine economico e finanziario globale. Ma la posizione di Trump appare contraria al multilateralismo e alla cooperazione internazionale. Non crede che non sia adatto a questo compito?

“Dovremo aspettare e vedere. Ripristinare il coinvolgimento e la leadership degli Stati Uniti è nell'interesse degli Stati Uniti e del sistema globale nel suo complesso”.

Vede guerre commerciali in arrivo a causa dei dazi che Trump probabilmente imporrà sulle merci?

“Non con l'Europa. Ritengo che sia più probabile un esito amichevole dopo alcuni negoziati. Con la Cina è un'altra questione”.

Un approccio protezionistico sul commercio e uno contro l'immigrazione porteranno probabilmente a un aumento dell’inflazione. Come affronterà Trump questo problema?

“La speranza della strategia è che le molteplici misure di deregolamentazione dell'economia e di aumento della produttività agiscano da contraltare all'aumento delle pressioni inflazionistiche”.

E la politica della Fed cambierà?

“Probabilmente sì. Probabilmente ci saranno meno tagli dei tassi rispetto a quanto previsto prima delle elezioni”.

La sa indipendenza è a rischio?

“No. L'indipendenza della Fed sarà rispettata”.

Come vede il futuro politico ed economico dell'Europa rispetto alla nuova amministrazione?

“Non è facile, e molto dipende dalla leadership politica di entrambe le parti. Dal punto di vista economico, l'Europa beneficerà della maggiore domanda statunitense. Dovrà affrontare l'aumento dei tassi d'interesse statunitensi e la minaccia dei dazi. Il risultato netto sarà quello di rendere ancora più urgente per l'Unione europea l'attuazione di riforme strutturali per aumentare la produttività e la crescita. Il rapporto Draghi, pubblicato di recente, fornisce un'importante tabella di marcia in questa direzione. Il destino dell'Europa è nelle sue mani”.

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