Banco Bpm fa utili per 1,69 miliardi e lancia l’Opa su Anima
di Sara BennewitzMILANO — Banco Bpm, dopo aver annunciato risultati molto positivi, lancia a sorpresa un’Opa su Anima, società del risparmio gestito di cui l’istituto guidato da Giuseppe Castagna è il primo azionista con il 22,38% del capitale.
L’offerta che è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale e alla possibilità per Bpm, in quanto conglomerato finanziario, di usare i benefici del Danish compromise previsti dalla Bce, propone ai soci 6,2 euro per azione (compreso il dividendo), che corrispondere a un premio dell’8,5% sui valori di Borsa (ieri pari a 5,75 euro), e del 35,8% sugli ultimi 12 mesi di scambi. «Sono fiducioso che il cda di Anima possa considerare la nostra offerta amichevole. Siamo il partner naturale in grado di assicurare continuità alla traiettoria di Anima». ha detto ieri Castagna, nel corso di una conference call con gli analisti. Se l’operazione avesse successo, per Bpm comporterebbe un esborso massimo di circa 1,58 miliardi di euro.
Già fa discutere il prezzo de…
MILANO — Banco Bpm, dopo aver annunciato risultati molto positivi, lancia a sorpresa un’Opa su Anima, società del risparmio gestito di cui l’istituto guidato da Giuseppe Castagna è il primo azionista con il 22,38% del capitale.
L’offerta che è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale e alla possibilità per Bpm, in quanto conglomerato finanziario, di usare i benefici del Danish compromise previsti dalla Bce, propone ai soci 6,2 euro per azione (compreso il dividendo), che corrispondere a un premio dell’8,5% sui valori di Borsa (ieri pari a 5,75 euro), e del 35,8% sugli ultimi 12 mesi di scambi. «Sono fiducioso che il cda di Anima possa considerare la nostra offerta amichevole. Siamo il partner naturale in grado di assicurare continuità alla traiettoria di Anima». ha detto ieri Castagna, nel corso di una conference call con gli analisti. Se l’operazione avesse successo, per Bpm comporterebbe un esborso massimo di circa 1,58 miliardi di euro.
Già fa discutere il prezzo dell’offerta, che per Castagna non è basso
Ma già ieri qualche analista reputava il prezzo non troppo generoso per rilevare la maggioranza della società e puntare al delisting. Considerando che lo scorso anno Anima ha pagato una cedola di 0,25 euro, il premio per salutare Piazza Affari si ridurrebbe al 3,33%. «Non pensiamo che il prezzo sia basso, nell’ultimo mese le quotazioni sono salite perché è stata considerata un target dopo l’operazione promossa di Bnp sulle attività dell’asset management di Axa», ha chiosato Castagna. Tra i soci forti di Anima ci sono tra gli altri le Poste (11,95%), il fondo Fsi (9,9%) e la Gamma di Francesco Gaetano Caltagirone (il 3,46%). Tutti dovranno decidere se consegnare le azioni oppure no e puntare a un rilancio.
Anche perché ieri nell’annunciare i risultati positivi dei primi nove mesi, chiusi con utili in aumento del 78% a 172 milioni, Anima aveva palesato la possibilità di nuove acquisizioni, dopo quella di Kairos, o in mancanza di poter remunerare i soci con buy back e cedole più generose. «Anima ha una potenza di fuoco di circa 600 milioni, grazie alle solide entrate, per eventuali operazioni di M&a» aveva detto l’ad di Anima Alessandro Melzi d’Eril, poco prima che Banco Bpm annunciasse l’Opa. «Resta l’impegno nei prossimi cinque anni a remunerare generosamente gli azionisti, tramite dividendi e buyback, come quello che si è concluso a settembre».
Per la banca utili e dividendo superiori alle attese e ai target del piano
Sempre ieri Bpm ha comunicato risultati dei primi 9 mesi, positivi, chiusi con profitti in aumento del 79,8% a 1,69 miliardi (e + 25,1% a 1,24 miliardi senza considerare l’effetto di Numia) superiori ai target del piano industriale, per cui la società distribuirà un acconto sul dividendo di 600 milioni, e un monte cedole totale di 1,45 miliardi (150 milioni in più dell’obiettivo del piano). Per gli analisti di Mediobanca, ai sensi del Danish compromise, l’acquisto di Anima comporterebbe per Bpm un ritorno sull’investimento (Roi) del 34% e sull’utile per azione del 17%.