MILANO – L’immagine di Giorgia Meloni che lamenta in maniera provocatoria l’assenza di diritti sindacali trovandosi costretta a lavorare non piace al leader della Cgil Maurizio Landini: "Penso che è un atto di bullismo e per chi è presidente del Consiglio a volte, prima di dire le cose, è meglio pensarci perché messa in questi termini è un attacco a chi quei diritti lì ogni giorno li vede messi in discussione", ha detto Landini commentando le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sul fatto di lavorare pur stando male perché senza diritti sindacali, al suo arrivo alla manifestazione del trasporto pubblico locale a Porta Pia. "Quando parlano di salute vorrei ricordare che alla Presidenza del Consiglio c'è addirittura una sede per curare quelli che ci sono, non tutti hanno il medico sotto casa e la possibilità di essere curati e mi chiedo, ha presentato il certificato lei?", ha aggiunto il segretario.
"Rivolta sociale? Nulla da rettificare”
Landini è tornato poi sul tema della “rivolta sociale” invocata ieri. "Non possiamo più accettare il livello di diseguaglianze sociali, quindi non ho proprio nulla da rettificare, anzi voglio rilanciare con forza" la necessità di una rivolta sociale. "Vorrei dire a quelli che hanno tentato di mettere in discussione questa cosa, loro cosa stanno facendo? Stanno aumentando i soldi per comprare le armi, stanno aumentando la precarietà, stanno tagliando e stanno favorendo quelli che evadono il fisco", aggiunge. E questo sarebbe possibile - osserva - mentre non è possibile dire che c'è bisogno di una rivolta sociale? Aggiungo che ci siamo rotti anche le scatole, perché non è più accettabile che quelli che tengono in piedi questo Paese siano quelli che non sono ascoltati e che non vengono rappresentati", ha detto Landini.
Salvini all’attacco della Cgil sullo sciopero
A sua volta però la Cgil è bersaglio delle parole del ministro dei trasporti Matteo Salvini, che per bocca di fonti del ministero si è scagliato contro il maxi sciopero dei trasporti di oggi. "Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma è inaccettabile proclamare una mobilitazione selvaggia e senza tutele per chi ha bisogno di muoversi, di curarsi, studiare o lavorare. Troppi italiani, oggi, sono in difficoltà perché la sconcertante Cgil inneggia alla rivolta sociale guardacaso di venerdì", spiegano le fonti in una nota nella quale aggiungono: "Sul fronte del contrasto alla criminalità, con particolare riferimento a stazioni e treni, il Mit è in prima linea come testimoniato dagli investimenti e dai risultati di Fs Security. Il ministro Matteo Salvini non consentirà più a minoranze irresponsabili di boicottare l'Italia"