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Malorgio (Filt Cgil): “Sciopero senza fasce di garanzia? Lo prevede la legge. Non succedeva da 20 anni, situazione grave”

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Il segretario del sindacato dei lavoratori dei trasporti: “Orari pessimi e salari bassi, il settore sta saltando”
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ROMA – Sciopero di 24 ore senza fasce di garanzia. In piazza Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, una unitarietà che è difficile trovare nelle altre categorie. Come mai una scelta così radicale? A spiegare a Repubblica le ragioni dei dipendenti dell’autotrasporto è Stefano Malorgio, segretario della Filt Cgil: «Lo sciopero senza fasce di garanzia è previsto dalla legge, anche se non si faceva da vent’anni, e questo da l’idea della gravità della situazione».

Cosa chiedete?

« Al di là del contratto, che è scaduto da oltre un anno, c’è una condizione generale tale che non si trova più gente che vada a lavorare nel settore, perché c’è un problema di pessimi orari di lavoro e di salari bassi e nonostante questo le controparti non sono in grado di offrire una soluzione. Il settore sta saltando, nel senso che negli ultimi dieci anni il Fondo nazionale dei trasporti è passato da 7,5 miliardi a 5, quindi con un taglio del 20%. Se però si tiene conto anche dei costi dell’en…

ROMA – Sciopero di 24 ore senza fasce di garanzia. In piazza Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, una unitarietà che è difficile trovare nelle altre categorie. Come mai una scelta così radicale? A spiegare a Repubblica le ragioni dei dipendenti dell’autotrasporto è Stefano Malorgio, segretario della Filt Cgil: «Lo sciopero senza fasce di garanzia è previsto dalla legge, anche se non si faceva da vent’anni, e questo da l’idea della gravità della situazione».

Cosa chiedete?

« Al di là del contratto, che è scaduto da oltre un anno, c’è una condizione generale tale che non si trova più gente che vada a lavorare nel settore, perché c’è un problema di pessimi orari di lavoro e di salari bassi e nonostante questo le controparti non sono in grado di offrire una soluzione. Il settore sta saltando, nel senso che negli ultimi dieci anni il Fondo nazionale dei trasporti è passato da 7,5 miliardi a 5, quindi con un taglio del 20%. Se però si tiene conto anche dei costi dell’energia, saliti alle stelle, i tagli veri arrivano al 50%. Una condizione generale che non ha uguali in tutta Europa, e che non ci permette di offrire un servizio adeguato agli utenti Infatti siamo tra i pochissimi settori che non sono ritornati ai livelli pre-Covid: intere aree del Paese stanno rinunciando all’uso del mezzo pubblico. Ecco perché uno sciopero unitario: anche questa scelta dà l’idea della gravità della situazione».

Ma perché senza fasce di garanzia?

«La legge consente di fare una sola volta nel corso della stessa vertenza contrattuale uno sciopero 24 ore senza fasce di garanzia, il che che non vuole dire tutto chiuso per 24 ore: occorre comunque garantire il 30% del servizio. La Commissione infatti non ha avuto nulla da ridire. Ce lo spendiamo adesso perché legge di Bilancio prevede per il Fondo Trasporti appena 120 milioni di euro».

Ma così non si finisce per penalizzare solo gli utenti, che considerano sempre meno affidabile il servizio pubblico?

«E’ una domanda che va posta a chi ci ha costretto allo sciopero, che rimane comunque l’ultimo strumento che hai quando le cose non funzionano».

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