ROMA - Alitalia tenta di licenziare la quasi totalità dei suoi ultimi dipendenti. Andranno via - a meno di “miracoli” dell’ultima ora - 2059 persone.
Il 7 novembre - con una lettera ai ministri Calderone (Lavoro), Salvini (Trasporti) e Urso (Imprese) - la nostra ex compagnia di bandiera ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per il personale sopravvissuto.
La procedura colpirà tra gli altri 1170 assistenti di volo (tra Roma, Milano e Varese), 82 piloti e 100 addetti alla manutenzione degli aerei.
Il Fondo di categoria
I 2059 dipendenti potranno contare sull’assegno di cassa integrazione fino al 31 dicembre 2024. Poi, dal primo gennaio 2025, Alitalia - ormai fallita e in amministrazione straordinaria - li licenzierà.
Queste persone riceveranno allora la Naspi (come qualsiasi altro lavoratore licenziato in Italia). Ma in loro soccors…
ROMA - Alitalia tenta di licenziare la quasi totalità dei suoi ultimi dipendenti. Andranno via - a meno di “miracoli” dell’ultima ora - 2059 persone.
Il 7 novembre - con una lettera ai ministri Calderone (Lavoro), Salvini (Trasporti) e Urso (Imprese) - la nostra ex compagnia di bandiera ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per il personale sopravvissuto.
La procedura colpirà tra gli altri 1170 assistenti di volo (tra Roma, Milano e Varese), 82 piloti e 100 addetti alla manutenzione degli aerei.
Il Fondo di categoria
I 2059 dipendenti potranno contare sull’assegno di cassa integrazione fino al 31 dicembre 2024. Poi, dal primo gennaio 2025, Alitalia - ormai fallita e in amministrazione straordinaria - li licenzierà.
Queste persone riceveranno allora la Naspi (come qualsiasi altro lavoratore licenziato in Italia). Ma in loro soccorso potrebbe intervenire anche il Fondo di solidarietà per il trasporto aereo.
Per legge, questo Fondo di categoria può integrare la Naspi fino a raggiungere l’80% delle retribuzione lorda del lavoratore messo alla porta.
Il tentativo del 2023
Già a dicembre del 2023, l’ex Alitalia tentò di mandare a casa per sempre l’ultimo plotone dei suoi dipendenti, 2668 allora. Soltanto in 600, però, lasciarono il posto: per loro decisione, oppure perché scelsero il pensionamento.
Tutte le altre persone restarono a bordo della ex Alitalia grazie al prolungamento della cassa integrazione. Cassa che stavolta dovrebbe uscire di scena per sempre, per i dipendenti ex Alitalia, a partire dal 31 dicembre 2024.
La notizia degli ultimi dolorosi licenziamenti arriva mentre una pericolosa turbolenza si abbatte su Ita. Il nostro ministero dell’Economia, che vende il 41% di Ita, e Lufthansa, che compra, stanno litigando sul prezzo finale da assegnare alla compagnia azzurra.
Gli accordi precontrattuali
I tedeschi avrebbero spedito tre claim, tre reclami. Lamentano che alcuni investimenti di Ita - due volte nel 2023, una nel 2024 - non sarebbero in linea con gli accordi precontrattuali.
In queste ore, i legali della compagnia sono al lavoro per provare che la gestione è stata sempre prudente e accorta.