ROMA – Leonardo Aerostrutture non si tocca. I governi regionali di Puglia e Campania condividono le preoccupazioni dei sindacati. L’ipotesi di scorporo della divisione, avanzata nei giorni scorsi dall’ad Roberto Cingolani, suona come un preavviso di vendita. Una soluzione incompatibile con le politiche industriali di sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno, fanno sapere esponenti delle due Regioni. Ieri ci sono state le prime due ore di sciopero alla fine di ogni turno, insieme con sit-in di protesta nel polo aeronautico di Grottaglie e negli stabilimenti di Foggia, Pomigliano d’Arco e Nola.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm annunciano che non parteciperanno all’incontro convocato dall’azienda per domani a Roma, per il rinnovo fino a febbraio 2025 della cassa integrazione nello st…
ROMA – Leonardo Aerostrutture non si tocca. I governi regionali di Puglia e Campania condividono le preoccupazioni dei sindacati. L’ipotesi di scorporo della divisione, avanzata nei giorni scorsi dall’ad Roberto Cingolani, suona come un preavviso di vendita. Una soluzione incompatibile con le politiche industriali di sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno, fanno sapere esponenti delle due Regioni. Ieri ci sono state le prime due ore di sciopero alla fine di ogni turno, insieme con sit-in di protesta nel polo aeronautico di Grottaglie e negli stabilimenti di Foggia, Pomigliano d’Arco e Nola.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm annunciano che non parteciperanno all’incontro convocato dall’azienda per domani a Roma, per il rinnovo fino a febbraio 2025 della cassa integrazione nello stabilimento di Grottaglie. Una delegazione di Cgil, Cisl e Uil è stata ricevuta ieri dal presidente della Campania, Vincenzo De Luca. L’assessora regionale pugliese con delega alle crisi industriali, Serena Triggiani, ha invece chiesto alla task force regionale per l’occupazione di convocare i vertici di Leonardo.
La società ribadisce che è in corso il processo di programmazione pluriennale della divisione Aerostrutture. Per Grottaglie si punta ad andare oltre la monocommittenza (di Boeing, ndr). Gli scenari possibili, secondo quanto riferiscono dall’azienda, sono due. Il primo prevederebbe l’introduzione di nuovi programmi, con conseguente ottimizzazione dei costi e della catena delle forniture. Il secondo scenario, invece, implicherebbe una trasformazione industriale, con nuove strutture di costo e nuove opportunità di business.
Una prospettiva, quest’ultima, che secondo Leonardo comporterebbe l’individuazione di partner finanziari e/o industriali. Ogni percorso, si precisa ancora da parte aziendale, sarebbe oggetto di discussione, anche con le parti sociali.