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Manovra, corsa agli emendamenti. Le opposizioni unite: più fondi per la sanità

L'aula della Camera

 

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Forza Italia punta sul taglio dell’Irpef e pensioni minime, mentre la Lega vuole una nuova rottamazione e lo stop all’aumento della tassa sulle criptovalute. Oggi il Cdm riapre il concordato
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ROMA – Si può fare di più. Anzi si deve. La maggioranza si presenta al tavolo della manovra con più di mille emendamenti. E un messaggio rivolto alla premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: correggere, riscrivere, aggiungere

A fare da veicolo alle richieste sono le proposte di modifica depositate ieri in commissione Bilancio, alla Camera. ll pressing più forte arriva da Forza Italia e Lega, che hanno presentato rispettivamente 501 e 428 correzioni. A seguire Fratelli d’Italia: 190 proposte. E il rispetto dell’indicazione che proprio la presidente del Consiglio ha impartito ai suoi parlamentari attraverso il capogruppo a Montecitorio, Tommaso Foti: non più di due emendamenti a testa. A completare il pacchetto ci sono le 142 modifiche chieste da Noi Moderati.

ROMA – Si può fare di più. Anzi si deve. La maggioranza si presenta al tavolo della manovra con più di mille emendamenti. E un messaggio rivolto alla premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: correggere, riscrivere, aggiungere

A fare da veicolo alle richieste sono le proposte di modifica depositate ieri in commissione Bilancio, alla Camera. ll pressing più forte arriva da Forza Italia e Lega, che hanno presentato rispettivamente 501 e 428 correzioni. A seguire Fratelli d’Italia: 190 proposte. E il rispetto dell’indicazione che proprio la presidente del Consiglio ha impartito ai suoi parlamentari attraverso il capogruppo a Montecitorio, Tommaso Foti: non più di due emendamenti a testa. A completare il pacchetto ci sono le 142 modifiche chieste da Noi Moderati.

In tutto 1.261 emendamenti. Ne rimarranno molti di meno: lunedì, in virtù di un accordo politico già imbastito, si passerà allo schema dei “segnalati” che farà sopravvivere poche decine di emendamenti per ciascun gruppo parlamentare. Nel mezzo una settimana di scremature e rinunce. Un lavoro importante perché le richieste sono tante e coprono ambiti assai diversi: dal fisco alla casa, passando per le pensioni e il turn over nella Pubblica amministrazione.

Così come è variegato il perimetro dei 3.298 emendamenti depositati dalle opposizioni: in testa alla lista ci sono i 5 Stelle (1.218), seguiti da Pd (992), Avs (354), Italia Viva (282) e Azione (130), poi le minoranze linguistiche, Misto e Più Europa. Su un tema sono tutti d’accordo: la Sanità. L’emendamento unitario che chiede più fondi per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale (6,8 miliardi nel 2025) è firmato dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, e dal capo dei 5S, Giuseppe Conte, oltre che da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Elena Bonetti (Azione) e Riccardo Magi (+Europa).

La maggioranza, invece, si muove con disciplina in alcuni casi. In altri, invece, va contro le indicazioni fornite da Giorgetti, che ha aperto a ritocchi senza però mettere in discussione l’impianto e i principi della legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. È il caso della web tax: il partito di Antonio Tajani vuole eliminare l’estensione della tassa alle aziende più piccole, mantenendola solo per quelle che fatturano almeno 750 milioni all’anno. Fuori, quindi, Rai, Mediaset, Sky e le testate online.

Altro tema in conflitto con le indicazioni del titolare del Tesoro: i rappresentanti del Mef nei collegi sindacali delle società che ricevono aiuti pubblici. Giorgetti lavora all’eliminazione della soglia provvisoria (100 mila euro di contributo), mentre i forzisti vogliono cancellare la norma.

Tra gli emendamenti spicca anche il taglio dell’aliquota Irpef del ceto medio, dal 35% al 33%, con l’estensione dello scaglione da 50 a 60 mila euro di reddito. Le risorse sono attese dal concordato preventivo biennale: stamattina il Consiglio dei ministri approverà il decreto che riapre i termini per l’adesione delle partite Iva al patto con il Fisco, fino al 12 dicembre, con l’obiettivo di incrementare l’incasso che per il momento si aggira intorno a 1,3 miliardi. Intanto i forzisti prenotano le risorse proprio con un emendamento dedicato. Nel fascicolo anche l’innalzamento delle pensioni minime a 623 euro, il rinvio della sugar tax al primo gennaio 2026, il turn over al 100% per le forze dell’ordine e il ripristino delle risorse tagliate alla metro C di Roma.

Un tema, quest’ultimo, che compare anche nel pacchetto degli emendamenti del Carroccio. Il partito di Matteo Salvini non vuole lasciare agli azzurri neppure l’esclusiva sulle pensioni. Tra le proposte, fanno sapere i leghisti, anche una spinta "alla flessibilità in uscita grazie al potenziamento del dialogo tra previdenza obbligatoria e complementare, per chi ha raggiunto i 64 anni di età e accumulato almeno 20 anni di contributi, così da potenziare il pensionamento anticipato e raggiungere una pensione pari a tre volte il minimo”.

E poi spazio a una nuova rottamazione, la quinquies, per le cartelle dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023: il pagamento, senza interessi e sanzioni, in dieci anni (120 rate). Stop anche all’aumento della tassazione sulle criptovalute. L’obiettivo principale è cancellare l’incremento, dal 26% al 42%: in alternativa l’aliquota al 28%. Tutto pronto per l’arrembaggio alla manovra.

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