Manovra, torna la norma anti-Renzi: stop a compensi oltre 50 mila euro dall’estero ai politici
a cura della redazione EconomiaROMA – Stop ai maxicompensi da parte di Stati esteri a ministri, parlamentari, presidenti di Regione e altri politici. È quanto prevede un emendamento di Fratelli d'Italia alla legge di bilancio 2025, presentato come norma "anti-conflitto di interessi". Una riedizione della cosiddetta norma anti-Renzi proposta nel 2023 dal leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, che a sua volta riprendeva un’idea di Carlo Calenda (Azione).
L’iniziativa era nata sulla scia delle polemiche per i compensi che il principe saudita Mohammad Bin Salman aveva riconosciuto all’ex premier e fondatore di Italia Viva. Obiettivo: impedire che Renzi, o i suoi emuli, possano essere remunerati da Stati esteri, per la loro attività di conferenzieri e co…
ROMA – Stop ai maxicompensi da parte di Stati esteri a ministri, parlamentari, presidenti di Regione e altri politici. È quanto prevede un emendamento di Fratelli d'Italia alla legge di bilancio 2025, presentato come norma "anti-conflitto di interessi". Una riedizione della cosiddetta norma anti-Renzi proposta nel 2023 dal leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, che a sua volta riprendeva un’idea di Carlo Calenda (Azione).
L’iniziativa era nata sulla scia delle polemiche per i compensi che il principe saudita Mohammad Bin Salman aveva riconosciuto all’ex premier e fondatore di Italia Viva. Obiettivo: impedire che Renzi, o i suoi emuli, possano essere remunerati da Stati esteri, per la loro attività di conferenzieri e consulenti.
Questa volta le cariche nel mirino si allargano e la proposta è firmata dalla deputata Alice Buoguerrieri, per la quale "i componenti del governo, i parlamentari della Repubblica, i presidenti di Regione e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e i componenti del Parlamento europeo spettanti all'Italia, non possono percepire compensi annui lordi superiori, complessivamente, a 50 mila euro, se derivanti dallo svolgimento di attività di qualsiasi tipo svolte nei confronti di soggetti non aventi sede legale nel territorio dello Stato”.
Naturalmente, il divieto, si legge nell’emendamento, “non si applica alle attività svolte nell'esercizio dei propri compiti istituzionali". Inoltre, chi ricopre uno degli incarichi elencati è tenuto a indicare anche “le eventuali onorificenze concesse da Stati esteri".