Candela (Fila) “Crescita più veloce e con meno debiti. Investiamo su Doms”
di Sara BennewitzMILANO — Massimo Candela, ad e primo azionista di Fila, in un anno ha cambiato la fisionomia dello storico gruppo di matite, quotando con successo la controllata Doms. Gli utili dei primi nove mesi salgono del 15%, per il futuro Candela stima di crescere grazie alle Americhe, dove realizza due terzi dei ricavi, e di remunerare i soci con una cedola pari al 20-40% dei profitti.
A un anno dal piano industriale, come è cambiata Fila?
«La ratio del nuovo capital market day è quella di mostrare al mercato il bilancio positivo della Ipo di Doms, che ha messo in luce le due anime del gruppo. Da una parte c’è Fila che, grazie alla leadership mondiale dei suoi marchi e ai sui flussi di cassa mostra una grande resilienza. D’altra c’è Doms che invece è una storia di forte crescita, grazie al know how che le ha dato Fila quanto a produzione e marketing».
I margini crescono, il debito cala, con questa maggiore flessibilità studiate nuove acquisizioni?
«Il nostro obiettivo strategico per il 202…
MILANO — Massimo Candela, ad e primo azionista di Fila, in un anno ha cambiato la fisionomia dello storico gruppo di matite, quotando con successo la controllata Doms. Gli utili dei primi nove mesi salgono del 15%, per il futuro Candela stima di crescere grazie alle Americhe, dove realizza due terzi dei ricavi, e di remunerare i soci con una cedola pari al 20-40% dei profitti.
A un anno dal piano industriale, come è cambiata Fila?
«La ratio del nuovo capital market day è quella di mostrare al mercato il bilancio positivo della Ipo di Doms, che ha messo in luce le due anime del gruppo. Da una parte c’è Fila che, grazie alla leadership mondiale dei suoi marchi e ai sui flussi di cassa mostra una grande resilienza. D’altra c’è Doms che invece è una storia di forte crescita, grazie al know how che le ha dato Fila quanto a produzione e marketing».
I margini crescono, il debito cala, con questa maggiore flessibilità studiate nuove acquisizioni?
«Il nostro obiettivo strategico per il 2024 era ridurre la leva grazie alla generazione di cassa di Fila, e lo abbiamo centrato. Entro il 2026 puntiamo a ridurla ancora: il rapporto tra debiti e mol scenderà tra 1 e 1,5 volte. Il 30,6% che abbiamo di Doms vale 577 milioni, crediamo che questo gruppo straordinario abbia ancora molta crescita davanti a sé e vogliamo restare il primo azionista con una quota superiore al 25%. In futuro, se trovassimo nuove opportunità interessanti, potremmo valorizzare una parte di Doms. L’M&a è da sempre nel nostro dna, ma non c’è niente alle viste e in questa fase siamo concentrati nel realizzare i tanti progetti già avviati».
Siete andati in India nel 2011 e ora la vostra controllata vale più di Fila. Non è frustrante ?
«No al contrario, siamo molto soddisfatti e il successo di Doms dimostra che la strategia impostata è quella giusta. Doms vale più di Fila, ma fattura due terzi in meno, ma gli investitori internazionali, a ragione, vedono maggiori prospettive di crescita in India che in Europa, di qui la differenza di valutazioni. Doms ha 14 fabbriche su un’area di 45 ettari, tra marzo e aprile raddoppieremo la produzione aggiungendo altri 45 ettari di stabilimenti. L’India è il Paese dove la manodopera costa meno, abbiamo trasferito là alcune produzioni, e siamo pronti a delocalizzare parte di quello che oggi facciamo in Cina, Messico e Europa. Doms utilizza i nostri brevetti, insieme avremo più flessibilità, abbassando il punto di pareggio e restando l’azionista di riferimento. Questo ci permetterà di entrare nel segmento di primo prezzo e della marca privata, che vale circa la metà del mercato».
Walmart, di cui siete un grosso fornitore, si aspetta un Natale meno ricco. Siete preoccupati per l’andamento delle vendite in Usa e per la vittoria di Trump?
«I nostri prodotti, a differenza di altri, non hanno avuto gli aumenti di prezzi che hanno determinato la crescita dell’inflazione Usa. Penne e matite sono articoli resilienti che risentono più della demografia che delle dinamiche macro. Le vendite e gli ordini in Usa finora sono andati bene, e per il 2024 siamo ottimisti. Infine Fila produce in tutto il mondo, America compresa, abbiamo la forza e la flessibilità di riorganizzare la produzione in funzione di quelle che saranno le scelte dell’amministrazione Trump sui dazi».