Economia

Hera, utili in crescita. Superati i 280 milioni nei primi nove mesi

foto IPP/Mario Romano
Milano 25/09/2024 
ITALIAN ENERGY SUMMIT
nella foto Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo Gruppo HERA
Italy Photo Press - World Copyright
foto IPP/Mario Romano Milano 25/09/2024 ITALIAN ENERGY SUMMIT nella foto Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo Gruppo HERA Italy Photo Press - World Copyright 
Ma il prezzo in calo dell’energia e la fine del Superbonus tagliano i ricavi
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ROMA — Calano i ricavi, ma crescono margini e utili di Hera. Una flessione provocata dalla riduzione dei prezzi dell’energia. Rispetto ai 10,9 miliardi dei primi nove mesi del 2023, la multiutility di Bologna chiude i conti dei primi nove mesi del 2024 a 8,1 miliardi, in flessione del 25,3%. Secondo Hera sui numeri influiscono «principalmente la diminuzione dei prezzi delle commodity energetiche e la riduzione delle attività incentivate sui servizi per il risparmio energetico». Il margine operativo si è attestato a 1,03 miliardi, in crescita del 3,1% sul miliardo del 30 settembre 2023, mentre l’utile netto è salito a quota 282,9 milioni, in aumento del 20,1% rispetto ai 235,5 milioni dell’anno prima.

Gli investimenti sono stati pari a 561,1 milioni in aumento del 9,2% mentre il valore complessivo dell’indebitamento finanziario netto, nei primi nove mesi, si è attestato a 4,17 miliardi in linea con i 4,14 a fine settembre 2023. In miglioramento i ritorni finanziari sia sul capitale investito, che si attesta a quasi 8 miliardi, sia sul capitale proprio: l’indice di redditività sale al 9,5% (dal 9% del 30 settembre 2023) e il Roe passa all’11,7% (dal 10,6% dei primi nove mesi dell’anno precedente).

«Pienamente in linea con quanto evidenziato nel primo semestre 2024, anche i risultati dei nove mesi si contraddistinguono per una significativa crescita di tutti i principali indicatori del conto economico e una creazione di valore in continua progressione per tutti gli stakeholder», dice Cristian Fabbri, presidente esecutivo di Hera. E aggiunge: «In particolare, l’accelerazione dell’utile netto di pertinenza degli azionisti, che si incrementa di oltre il 20%, e l’aumento del rendimento sul capitale investito, che sale al 9,5%, confermano che stiamo dando piena esecuzione al nostro piano industriale».

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