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Il Brasile fa correre i conti di Tim, il debito va sotto gli 8 miliardi

Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim  

 (ansa)

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Tra gennaio e settembre i ricavi del gruppo guidato da Labriola sono saliti del 3,4% a 10,7 miliardi
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MILANO — Telecom Italia chiude i primi nove mesi del 2024 con risultati in miglioramento e in linea con le attese degli analisti. Tra gennaio e settembre i ricavi del gruppo guidato da Pietro Labriola sono saliti del 3,4% a 10,7 miliardi grazie ai positivi risultati del Brasile (+7,2% a 3,3 miliardi), ma anche dell’Italia (+1,8% a 7,4 miliardi). Il margine operativo lordo è invece cresciuto dell’11% a 2,7 miliardi, di cui oltre la metà resta generato in Italia (1,5 miliardi e +8,3%), infine tra gennaio e settembre la perdita netta si dimezza a 509 milioni.

Grazie ai proventi della vendita della rete (14,4 miliardi), il debito finanziario al netto dei leasing si riduce a fine settembre a 7,98 miliardi, e il gruppo conferma tutt…

MILANO — Telecom Italia chiude i primi nove mesi del 2024 con risultati in miglioramento e in linea con le attese degli analisti. Tra gennaio e settembre i ricavi del gruppo guidato da Pietro Labriola sono saliti del 3,4% a 10,7 miliardi grazie ai positivi risultati del Brasile (+7,2% a 3,3 miliardi), ma anche dell’Italia (+1,8% a 7,4 miliardi). Il margine operativo lordo è invece cresciuto dell’11% a 2,7 miliardi, di cui oltre la metà resta generato in Italia (1,5 miliardi e +8,3%), infine tra gennaio e settembre la perdita netta si dimezza a 509 milioni.

Grazie ai proventi della vendita della rete (14,4 miliardi), il debito finanziario al netto dei leasing si riduce a fine settembre a 7,98 miliardi, e il gruppo conferma tutti gli obiettivi annunciati lo scorso marzo. Tra questi la previsione, senza contare eventuali proventi straordinari come Sparkle e Inwit, di chiudere l’anno con un rapporto tra debiti e mol inferiore a 2 volte, e debiti after lease in calo a 7,5 miliardi. Un obiettivo, quest’ultimo, che secondo gli analisti è la sfida più grande da raggiungere dato, che finora, la generazione di cassa è stata abbastanza limitata e trainata soprattutto dalle attività carioca.

Sempre ieri, una nutrita pattuglia di azionisti italiani di azioni Tim Rnc, tra cui Anima, Generali, Kairos, Poste, ma anche esteri tra cui il fondo londinese di Davide Leone (che ha rilevato il 10% delle Rnc), avrebbero scritto una lettera alla società, dai toni costruttivi, chiedendo alcune delucidazioni su piani e strategia del gruppo.

In particolare gli azionisti Rnc avrebbero sollecitato un incontro con il management per capire quali sono i piani della società per i prossimi anni, come Tim intende investire i proventi della vendita di Inwit, che vale 250 milioni e sarà finalizzata nelle prossime settimane, e di Sparkle, per cui c’è un’offerta non vincolante da parte del Mef e della Retelit del fondo Asterion da 700 milioni, e quelli del rimborso del canone per cui il governo ha fatto ricorso in cassazione, per cui Tim potrebbe incassare circa un altro miliardo.

Gli azionisti di Tim Rnc avrebbero inoltre chiesto a Labriola, che qualunque mossa la società abbia in mente sul capitale delle azioni senza diritti di voto abbia carattere volontario, lasciando ai soci la libertà di scegliere se aderire o meno. In attesa dei conti, che sono stati annunciati quando i mercati erano già chiusi, ieri le Tim hanno chiuso sui livelli della vigilia a 0,217 euro, mentre le risparmio sono salite dell’1,95% a 0,261 euro.

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