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Furfaro (Pd)“Favore ai privati che va contro la Costituzione”

Marco Furfaro, capogruppo Pd nella Commissione Affari Sociali della Camera, posta una foto che lo ritrae con il disegno di legge, a suo prima firma, che punta a garantire l'assistenza sanitaria ai senza fissa dimora (ansa)

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Il capogruppo Pd nella Commissione Affari Sociali della Camera: “Se si vuole davvero assicurare il diritto allo studio, quella cifra andrebbe spesa per la fornitura gratuita dei libri di testo”
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ROMA — Non si tratta di «assicurare a tutti il diritto di studiare nelle scuole paritarie», come rivendica il ministro dell’Istruzione Valditara. La Costituzione dice una cosa diversa, rileva Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali della Camera: «Lo Stato deve garantirti che, anche se nasci e cresci in una famiglia che non arriva a fine mese, la scuola pubblica ti permetta di apprendere, discutere, formarti e diventare un cittadino consapevole».

Perché invece per il centrodestra la libertà d’istruzione passa per la scuola privata?

«Perché è perfettamente in linea e coerente con il loro manifesto politico. Il tema non sono solo le paritarie, loro stanno smantellando il pubblico per privilegiare il privato in tutti i settori, dalla scuola alla sanità ai trasporti. Musk non è solo un consigliere, è l’elettore di riferimento, l’emblema di un Paese in cui le possibilità sono a misura di portafoglio: chi ha poco deve aver ancora meno».

Il voucher da 1.500 euro per le …

ROMA — Non si tratta di «assicurare a tutti il diritto di studiare nelle scuole paritarie», come rivendica il ministro dell’Istruzione Valditara. La Costituzione dice una cosa diversa, rileva Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali della Camera: «Lo Stato deve garantirti che, anche se nasci e cresci in una famiglia che non arriva a fine mese, la scuola pubblica ti permetta di apprendere, discutere, formarti e diventare un cittadino consapevole».

Perché invece per il centrodestra la libertà d’istruzione passa per la scuola privata?

«Perché è perfettamente in linea e coerente con il loro manifesto politico. Il tema non sono solo le paritarie, loro stanno smantellando il pubblico per privilegiare il privato in tutti i settori, dalla scuola alla sanità ai trasporti. Musk non è solo un consigliere, è l’elettore di riferimento, l’emblema di un Paese in cui le possibilità sono a misura di portafoglio: chi ha poco deve aver ancora meno».

Il voucher da 1.500 euro per le scuole private costa 65 milioni. Secondo lei come andrebbero spesi invece?

«In un momento drammatico come questo, in cui non si assumono i precari, ci sono scuole pollaio, non ci sono soldi per il rinnovo contrattuale degli insegnanti, le scuole di mezza Italia non hanno il tempo pieno, non c’è spazio per un voucher di 1.500 euro per le scuole private. Se si vuole davvero assicurare il diritto allo studio quella cifra andrebbe spesa per la fornitura gratuita dei libri di testo, o a sostegno della mobilità degli studenti».

O forse per evitare i tagli annunciati pochi giorni fa: quasi 8.000 tra insegnanti e Ata.

«Persino la Corte dei Conti in audizione alla Commissione Bilancio ha detto che un taglio così poderoso per il 2025 avrebbe avuto un impatto negativo rispetto al diritto d’istruzione, e avrebbe ritardato l’avvio delle lezioni. D’altra parte non sono gli unici tagli: un mese fa otto rettori hanno denunciato la drastica riduzione del fondo per le università pubbliche»

Il ministro Valditara ha espresso solidarietà a un docente che vuole lasciare la scuola, dopo essere stato aggredito da uno studente. Ma i continui tagli, anche al personale che dovrebbe garantire la sorveglianza, la mancata valorizzazione economica degli insegnanti, non contribuiscono a questo clima di svalutazione della scuola, che nei casi peggiori sfocia nelle aggressioni?

«Sicuramente. Stiamo vivendo anni in cui la scuola non è più considerata il luogo dove si apprende, si discute, e si diventa cittadini consapevoli, per costruire una società migliore. Oggi si privilegia un modello economico basato sulla precarietà, sullo sfruttamento del lavoro. E quindi la scuola pubblica non viene più considerato il luogo dove si formano menti senzienti e libere. Mentre chi ha i mezzi può permettersi la scuola e la sanità private»

Come Pd avete denunciato anche i tagli ai progetti Pnrr sugli asili nido.

«Quando parliamo di scuola facciamo riferimento a tutto il ciclo, dai primi passi, dal nido alla scuola d’infanzia alla primaria. La scuola è la fotografia della società che vuoi costruire: la parità di accesso va garantita a prescindere dalla famiglia di provenienza, e dal territorio in cui vivi. Tagliare sugli asili nido è la dimostrazione pazzesca dell’ipocrisia di questo governo, che, nonostante dichiari il contrario, non ha a cuore il benessere dei bambini, e delle madri lavoratrici. Il loro disegno è quello di riservare alle donne il lavoro di cura, mentre gli uomini lavorano fuori casa. Quando parlano di famiglia pensano solo al loro modello di famiglia».

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