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Scontri aerei-volatili: un algoritmo per prevedere gli impatti

Un aereo di Wizz Air dopo una musata con uno stormo di uccelli 

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L’Enac, garante della sicurezza dei voli, cerca un partner scientifico: l’Ia in campo contro gli investimenti di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi
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OGNI giorno, quando decollano o atterrano, gli aerei mettono in conto di incrociare stormi di uccelli delle più diverse specie.

In Italia, nel suo particolare habitat naturale, capita ad esempio che i gabbiani reali intercettino gli aeromobili nelle fasi più delicate del volo.

E il fuoco nel motore è uno degli effetti possibili di queste collisioni. I gabbiani reali (larus michahellis) sono quei volatili dalle zampe gialle che vediamo sui cassonetti dei rifiuti nelle nostre città, dal peso che sfiora il chilo e mezzo nei maschi adulti.

Per prevenire nuovi incidenti, l’Enac giocherà anche la carta dell’intelligenza artificiale. Il nostro garante della sicurezza nei cieli e negli scali cerca un compagno di strada, un partner scientifico: si pensa, in concreto, a una università italiana o europea.

OGNI giorno, quando decollano o atterrano, gli aerei mettono in conto di incrociare stormi di uccelli delle più diverse specie.

In Italia, nel suo particolare habitat naturale, capita ad esempio che i gabbiani reali intercettino gli aeromobili nelle fasi più delicate del volo.

E il fuoco nel motore è uno degli effetti possibili di queste collisioni. I gabbiani reali (larus michahellis) sono quei volatili dalle zampe gialle che vediamo sui cassonetti dei rifiuti nelle nostre città, dal peso che sfiora il chilo e mezzo nei maschi adulti.

Per prevenire nuovi incidenti, l’Enac giocherà anche la carta dell’intelligenza artificiale. Il nostro garante della sicurezza nei cieli e negli scali cerca un compagno di strada, un partner scientifico: si pensa, in concreto, a una università italiana o europea.

L’indice di rischio

Insieme, gli esperti dell’Enac e i ricercatori universitari cercheranno di creare un algoritmo avanzato, capace di definire un “indice di rischio” per ogni aeroporto nelle diverse fasce orarie di una specifica giornata.

L’algoritmo opererà - come una Lampada di Aladino intelligente - con finalità “predittive” degli scontri. E per farlo dovrà essere alimentato con informazioni del passato e del presente.

L’Enac ha già un’infinità di dati storici su che cosa sia avvenuto negli scali nazionali, da Alghero a Verona, dal 2017 a oggi, anche in termini di incidenti. Ha un quadro chiaro sulle 549 specie di uccelli che abitano il nostro Paese (record europeo).

Ne conosce le abitudini e i comportamenti a seconda degli orari del giorno (sono più attive all’alba e al tramonto) e delle stagioni. Oltre 350 specie di volatili migrano nel nostro Paese, soprattutto dall’Africa. Tante sono “svernanti”, approdando in Italia quando il Nord Europa è battuto dal freddo.

L’area dello scalo

Adesso l’Enac punta anche a ricevere in tempo reale la situazione di ogni aeroporto attraverso le BCU. Queste “Bird Control Unit” sono squadre di tecnici che monitorano la presenza di fauna selvatica - uccelli, ma anche mammiferi terrestri, rettili e anfibi - sia nell’area propria dello scalo (il sedime) che in quelle esterne, entro un raggio di 13 chilometri.

L’incrocio tra i dati di ogni giornata - incluso il meteo - e quelli storici permetterà di definire questo “indice di rischio” e di mettere gli aeroporti in allerta, nel caso superi determinate soglie di sicurezza.

Le collisioni tra aerei e fauna selvatica sono un problema mondiale, che genera costi importanti. Ad oggi 804 persone sono morte a causa del fenomeno (ribattezzato wildlife strike) e 739 velivoli sono andati distrutti, tra civili e militari. Ogni anno, le compagnie aeree degli Stati Uniti spendono un miliardo di dollari su questo fronte.

I soldi servono per riparare gli apparecchi, risarcire i danni per le persone ferite o morte, rimborsare i passeggeri per i gravi ritardi nel volo. Anche in Italia la spesa per i nostri vettori - 2,4 milioni annui - si fa sentire sui bilanci.

Le discariche

Il benessere di un Paese, in questo specifico ambito, può essere un problema. L’osservatorio “Waste Watcher International” stima che ogni italiano abbia buttato via 84 grammi di cibo ogni giorno, nel solo 2024. Una manna proprio per il gabbiano reale.

Se nel 1980 le “coppie nidificanti” erano meno di 30.000, oggi sono più che raddoppiate a quota 60.000 in Italia. E quando i rifiuti alimentari si materializzano a ridosso di un aeroporto, in discariche improvvisate, fanno da irresistibili esche per gli uccelli. Anche contro le “fonti attrattive” l’Enac combatte da anni.

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