Dazi sulle auto elettriche cinesi, passi in avanti tra Pechino e l’Europa
di Flavio BiniMILANO – Schiarita sull’asse Pechino- Bruxelles nei colloqui in corso sui dazi che la Ue ha appena rafforzato sulle auto elettriche cinesi vendute in Europa. I due blocchi – ha riferito la televisione statale cinese CCTV - avrebbero raggiunto un “consenso tecnico” nell’ambito delle trattative per la mitigazione o l’annullamento delle misure varate.
Le due parti – ha spiegati Bloomberg – hanno esplorato un accordo sui cosiddetti “impegni sui prezzi”, vale a dire impegni da parte degli esportatori a rispettare prezzi minimi all'importazione con lo scopo di compensare gli effetti negativi generati del rialzo delle tariffe. Un passo in avanti ancora molto preliminare, a giudicare anche dalle parole – assai generiche - con cui la tv di Stato cinese ha riferito dell’avanzamento dei colloqui. “Il consenso sul quadro di riferimento per l'impegno sui prezzi si riferisce ad alcuni accordi raggiunti da entrambe le parti in questa tornata di negoziati, il che indica anche che entrambe le parti sono disposte a concentrare le loro risorse sulla negoziazione degli interessi fondamentali e a tendere verso lo stesso obiettivo”, ha spiegato sabato la CCTV.
Cina ed Europa si erano sedute al tavolo sul tema dazi già dal 2 al 7 novembre. Al termine degli incontri avevano dichiarato di aver compiuto “progressi tecnici” e annunciato nuovi negoziati questa settimana. Incontri che però secondo fonti di stampa non avevano dato i risultati sperati. Bloomberg aveva parlato di “progressi molto limitati” con scarse possibilità di un accordo rapido tra la parti. Indiscrezioni mal digerite dal lato di Pechino, con l tv di Stati che aveva parlato di informazioni “intenzionalmente fuorvianti per l'opinione pubblica” che “interferiscono con il processo negoziale”.I nuovi dazi introdotti dall’Europa a fine ottobre sulle vetture elettriche cinesi variano dal 7,8% al 35,3% a seconda del marchio automobilistico, e si aggiungono alle tariffe già in vigore del 10%. Misure a cui Pechino ha risposto facendo ricorso al meccanismo di risoluzione delle controversie dell'Organizzazione mondiale del commercio.
Proprio questa settimana Pechino ha anche annunciato l’introduzione di misure anti-dumping contro il brandy di importazione all’Europa, una mossa considerata da molti una ritorsione proprio contro gli extra dazi introdotti dalla Ue.