L’Ue taglia la crescita, per l’Italia solo +0,7%. “È tra le più esposte ai dazi di Trump”
dal nostro corrispondente Claudio TitoEuropean Commissioner for Economy Paolo Gentiloni
Bruxelles — «Crescita modesta» in Europa per quest’anno e per il prossimo. Anche per l’Italia c’è un taglio alle prospettive di aumento del Pil. Ormai lontane dalle stime contenute nell’ultima manovra economica. Nelle previsioni della Commissione europea, infatti, il nostro Paese crescerà solo dello 0,7 per cento nel 2024 (la precedente stima assegnava un +0,9), dell’1 nel 2025 e dell’1,2 nel 2026. Il governo invece aveva scommesso ora sulla cifra tonda. E in base ai dati del terzo trimestre (crescita zero per noi) non è escluso che anche questo obiettivo possa essere ulteriormente limato.
Il problema si concentrerà sul deficit che a causa dell’eredità del Superbonus si attesterà al 3,8 per cento e si contrarrà negli anni successivi. Ma l’esecutivo europeo non appare preoccupato al momento di questa dinamica e il prossimo 26 novembre darà il via libera alla manovra e al percorso di rientro dal deficit. «Non credo – ha detto il commissario uscente agli Affari economici, Paolo Gentil…
Bruxelles — «Crescita modesta» in Europa per quest’anno e per il prossimo. Anche per l’Italia c’è un taglio alle prospettive di aumento del Pil. Ormai lontane dalle stime contenute nell’ultima manovra economica. Nelle previsioni della Commissione europea, infatti, il nostro Paese crescerà solo dello 0,7 per cento nel 2024 (la precedente stima assegnava un +0,9), dell’1 nel 2025 e dell’1,2 nel 2026. Il governo invece aveva scommesso ora sulla cifra tonda. E in base ai dati del terzo trimestre (crescita zero per noi) non è escluso che anche questo obiettivo possa essere ulteriormente limato.
Il problema si concentrerà sul deficit che a causa dell’eredità del Superbonus si attesterà al 3,8 per cento e si contrarrà negli anni successivi. Ma l’esecutivo europeo non appare preoccupato al momento di questa dinamica e il prossimo 26 novembre darà il via libera alla manovra e al percorso di rientro dal deficit. «Non credo – ha detto il commissario uscente agli Affari economici, Paolo Gentiloni - che avrà grandi riflessi nelle nostre valutazioni». «I problemi certo ci sono – ha rilevato - e la medicina immediata credo che sia serietà nei conti pubblici, e penso che la legge di bilancio vada grosso modo in questa direzione». E questo anche se il debito salirà fino al 139,3 per cento nel 2026.
La situazione complessiva, dunque resta delicata. Due dati sono confortanti: il tasso di disoccupazione dovrebbe calare in Italia al 6,2 per cento per risalire al 7,7 nei prossimi dodici mesi (In Europa al 5,9, minimo storico). E l’inflazione all’1,1 e poi all’1,9 nel 2024.
Germania e Italia rischiano di più
Ma la crescita resta limitata. Per l’Ue il Pil salirà dello 0,9 per cento quest’anno (0,8 per l’area euro), dell’1,5 nel 2025 (1,3 per l’area euro) e dell’1,8 nel 2026. E si contraggono gli investimenti. Una situazione che colpisce anche la Germania che dovrebbe rimanere in recessione quest’anno con un meno 0,1% di Pil per poi riprendersi nel 2025 (0,7%) e nel 2026 (1,3%). La Francia punta all’1,1% di crescita quest’anno e 0,8% nel 2026. A correre di più sono Spagna (+3%), Polonia (+3%), Malta (+5%). In difficoltà sono invece Austria (-0,6%) e Irlanda (-0,5%). Il vero tasto debole sono le prospettive. «L’incertezza e i rischi al ribasso – si legge nel documento della Commissione - sono aumentati. La prolungata guerra di aggressione contro l’Ucraina e l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente alimentano rischi geopolitici e per la sicurezza energetica». E poi ci sono i possibili dazi imposti dall’amministrazione Usa che peserebbero «altamente» nell’Ue. Un fattore questo che davvero sta allarmando l’Unione. «Il rapporto commerciale tra Usa e Europa – ha sottolineato Gentiloni - è uno dei più grandi e strategicamente significativi al mondo. Nell’ultimo decennio è più che raddoppiato. Nel 2023, il commercio di beni (importazioni ed esportazioni) ha raggiunto circa 850 miliardi di euro e il commercio di servizi ha aggiunto 650 miliardi di euro». E dunque una eventuale «svolta protezionistica americana sarebbe estremamente dannosa per entrambe le economie». La nuova Commissione von der Leyen cercherà di intrattenere rapporti positivi con la Casa Bianca ma è anche «pronta a difendere i propri interessi». E il commissario all’Economia ha ricordato che « i due paesi con un surplus commerciale più elevato nei confronti degli Usa sono Germania e Italia».
I ritardi dell’Europa
L’Europa deve quindi attrezzarsi anche per gestire una possibile ulteriore crisi energetica (rischi che «potrebbero essere mitigati dall’annunciato aumento della produzione statunitense di petrolio e gas, sebbene a scapito dell’ambiente») sapendo che uno degli strumenti fondamentali per la crescita resta il Pnrr. Anche per questo, a suo giudizio, è bene che si risolvano rapidamente i problemi sulla nascita della nuova squadra di von der Leyen: «Il mondo non aspetta la Commissione».