L’Iva sulle ostriche e il granchio blu, ecco il perché dell’emendamento alla manovra
di Cenzio Di ZanniROMA – Dietro l’emendamento firmato da Forza Italia, Lega e Cinquestelle che vuole portare l’Iva sulle ostriche dal 22 al 10% c’è il tentativo di mettere una toppa ai danni del granchio blu. Se non a quelli all’ecosistema, almeno ai danni che il crostaceo originario dell’Atlantico occidentale sta provocando a un pezzo dell’economia del mare. Perché le sue chele, ormai endemiche nel Mediterraneo, stanno affossando le produzioni di vongole e cozze. E così le Associazioni cooperative e armatoriali della pesca scommettono sulle ostriche. A patto che il prelibato mollusco trovi una sponda nella legge di bilancio. Che – è la richiesta al Palazzo –dovrebbe anche sospendere i tributi per i produttori di cozze e vongole delle zone bersagliate dal granchio killer.
ROMA – Dietro l’emendamento firmato da Forza Italia, Lega e Cinquestelle che vuole portare l’Iva sulle ostriche dal 22 al 10% c’è il tentativo di mettere una toppa ai danni del granchio blu. Se non a quelli all’ecosistema, almeno ai danni che il crostaceo originario dell’Atlantico occidentale sta provocando a un pezzo dell’economia del mare. Perché le sue chele, ormai endemiche nel Mediterraneo, stanno affossando le produzioni di vongole e cozze. E così le Associazioni cooperative e armatoriali della pesca scommettono sulle ostriche. A patto che il prelibato mollusco trovi una sponda nella legge di bilancio. Che – è la richiesta al Palazzo –dovrebbe anche sospendere i tributi per i produttori di cozze e vongole delle zone bersagliate dal granchio killer.
Sono due delle sei proposte che i produttori inviano al ministero dell’Agricoltura e al Parlamento, chiedendo massima attenzione nell'iter della legge di bilancio 2025. Un primo effetto c’è stato: l’emendamento bipartisan che punta ad abbassare l’Iva alle ostriche ha evitato la tagliola della quinta commissione di Montecitorio. Almeno al momento, ma la strada è lunga.
I produttori chiedono un impegno per un settore colpito da diverse emergenze ambientali come specie aliene, mucillagini e morie dovute ad alluvioni e riscaldamento delle acque. E anche – lamentano ancora gli operatori del settore – dalle normative europee, che ne hanno ridotto operatività e redditività. "Con senso di responsabilità abbiamo avanzato poche proposte essenziali per fare fronte alle emergenze e mantenere le attività indispensabili dell'unico strumento di programmazione del settore", affermano Agci Agrital, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare. "Anche se la pesca italiana richiederebbe ben altri interventi di sostegno".
Tra le altre proposte messe sul tavolo dei deputati c’è l'eliminazione del 'ticket licenziamento' Naspi, nei casi in cui lo sbarco non dipenda dalla volontà dell'armatore ma dal codice della navigazione; il mantenimento dell'iscrizione nei regimi previdenziali di appartenenza per i pescatori delle zone colpite dal granchio blu, nel caso in cui non riescono a pescare molluschi in maniera esclusiva o prevalente; la proroga di Durc e Durf, il documento unico di regolarità contributive e fiscale, al 31 dicembre 2025; quindi il rifinanziamento del programma triennale della pesca e dell'acquacoltura.
Il commissario all'emergenza granchio blu, Enrico Caterino, è stato chiaro a Montecitorio: "Puntiamo alla diversificazione della produzione". Una misura che sarebbe una manna per gli allevatori di molluschi del Delta del Po, flagellati dal granchio blu. “L'ostrica – è il ragionamento di Caterino – è molto più resistente ai cambiamenti climatici e agli attacchi del granchio. Indirizziamo su questo le marinerie, c'è la disponibilità da parte del ministero dell'Agricoltura ad abbattere l'Iva sulle ostriche, che oggi è al 20%. Se puntiamo al 10% o meglio ancora al 4% – ha rilanciato il commissario – il settore diventa competitivo".
Caterino ha ricordato che "la Francia ha di fatto il monopolio sulle ostriche”, mentre sugli allevamenti di vongole, il commissario ha confermato le protezioni in corso "con reti e teli”. “In certi casi hanno funzionato e in altri no: se il fondale è profondo le reti non tengono. Stiamo facendo una mappatura e – ha assicurato Caterino – ci saranno anche le gabbie intorno, per la cattura del granchio". Intanto gli occhi sono puntati sull’Iva.