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Calano i patrimoni dei super-ricchi in Svizzera. Mister Chanel sale al primo posto

La famiglia Wertheimer deve la sua fortuna a Chanel 

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L’aggregato dei Paperoni della Confederazione subisce un -3,2% nel 2023, a 795 miliardi di franchi. Tra gli “italiani” ci sono Aponte, i Perfetti e Paolo Ardoino (Tether)
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LUGANO – In Svizzera, anche ai ricchi capita di piangere. Molto moderatamente, intendiamoci, visto che nel 2023 le persone con patrimoni elevati cumulavano 795 e rotti miliardi di franchi. Poco meno del Pil della Confederazione che, lo stesso anno, ha sfiorato gli 885 miliardi di franchi.

I dati sono del settimanale economico Bilanz. Se ai ricchi capita di piangere è perché, in 12 mesi, si è registrata una flessione del 3,2% dei capitali multimilionari. Il trend negativo, chiamiamolo così, si era già registrato nel 2022.

Tuttavia, se qualche lacrimuccia è stata versata, ad esempio dall’oriundo napoletano Gianluigi Aponte, quello delle navi Msc, dei 50% dei treni Italo e del quotidiano il Secolo XIX di Genova, sicuramente hanno singhiozzato i fratelli Kamprad, gli eredi Ikea, che si sono ritrovati con una trentina di miliardi di franchi in meno. Di questo possono ringraziare il padre Ingvar, il fondatore del colosso svedese dell’arredamento, per anni l’uomo più ricco della Svizzera. Al…

LUGANO – In Svizzera, anche ai ricchi capita di piangere. Molto moderatamente, intendiamoci, visto che nel 2023 le persone con patrimoni elevati cumulavano 795 e rotti miliardi di franchi. Poco meno del Pil della Confederazione che, lo stesso anno, ha sfiorato gli 885 miliardi di franchi.

I dati sono del settimanale economico Bilanz. Se ai ricchi capita di piangere è perché, in 12 mesi, si è registrata una flessione del 3,2% dei capitali multimilionari. Il trend negativo, chiamiamolo così, si era già registrato nel 2022.

Tuttavia, se qualche lacrimuccia è stata versata, ad esempio dall’oriundo napoletano Gianluigi Aponte, quello delle navi Msc, dei 50% dei treni Italo e del quotidiano il Secolo XIX di Genova, sicuramente hanno singhiozzato i fratelli Kamprad, gli eredi Ikea, che si sono ritrovati con una trentina di miliardi di franchi in meno. Di questo possono ringraziare il padre Ingvar, il fondatore del colosso svedese dell’arredamento, per anni l’uomo più ricco della Svizzera. Alla sua morte, avvenuta nel 2018, seguendo un modello già sperimentato da altri miliardari, quali gli statunitensi Bill Gates e Warren Buffett, Ingvar Kamprad ha destinato buona parte della sua colossale eredità a delle fondazioni, lasciando ai figli non più di 13 miliardi. Con i quali, beninteso, si può comunque condurre, volendo, una vita da super pascià.

Il posto al vertice dei paperoni che era stato della loro famiglia l’ha preso, con 41,5 miliardi di franchi, l’uomo d’affari francese 73 enne Gérard Wertheimer, proprietario, con il fratello Alain, di un totem dell’alta moda, ovvero di Chanel. A dimostrazione, vedi il caso di un altro miliardario francese, Bernard Arnault, quattro volte pù ricco di Wertheimer, che nonostante alcune parti del pianeta siano devastate da conflitti e carestie, il lusso l’anno scorso ha continuato a tirare (salvo poi rallentare nei mesi più recenti).

Il lusso ma, pure, i dolciumi, se consideriamo che la famiglia italiana Perfetti, che figura tra i principali produttori al mondo di chewing gum e caramelle risulta, con circa 7 miliardi di franchi, quella più abbiente del Canton Ticino. Anche i Perfetti, nel 2023, hanno sorriso, grazie all’80% di benefici prodotti dalla loro azienda. Non siamo a livello dei Ferrero, le cui caramelle Tic Tac sono state utilizzate da Donald Trump, in un comizio, per dimostrare il meccanismo dell’inflazione ma, insomma, non siamo nemmeno tanto distanti.

Sempre tra gli italiani da citare gli Zegna, con circa 2,5 miliardi di franchi, e i Giuliani, quelli dell’amaro medicinale, con circa un miliardo e mezzo. Poi ci sarebbe anche Paolo Ardoino, l’uomo della criptovaluta Tether, che ha una residenza a Lugano e, stando a Forbes, pesa sui 4 miliardi. Abbiamo detto ci sarebbe in quanto vive tra la Svizzera, Dubai e El Salvador. Di conseguenza è più che altro un globalista.

Tornando ai perdenti spicca, con meno 4 miliardi di franchi, la famiglia Hoffmann Oeri, che significa grande industria farmaceutica, cioè il colosso Hoffmann-La Roche, con oltre 100 mila dipendenti e oltre 62 miliardi di fatturato. Gli Hoffmann-Oeri, nonostante la perdita, rimangono comunque titolari di un patrimonio di circa 27 miliardi di franchi, il che li posiziona al secondo posto dei più ricchi in Svizzera, dopo mister Chanel.

A breve Bilanz aggiornerà la propria classifica e appare abbastanza scontato che si registrerà un ulteriore calo del patrimonio complessivo dei titolari di grandi fortune. Gli andamenti di Borsa nel corso dell’anno qualche vittima, anche tra i miliardari, l’avranno sicuramente prodotta. Escluso, comunque, che qualcuno di loro si ritrovi a dover tirare la cinghia.

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