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Sui tempi della legge Capitali parte la trattativa sul futuro di Generali

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Smentita l’ipotesi di dare un anno in più alle aziende quotate per adeguare gli statuti
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Roma - La volontà politica non è cambiata: la nuova disciplina della lista del cda per la nomina degli amministratori delle società quotate entrerà in vigore il primo gennaio 2025. Calendario alla mano, è questo il termine indicato nella legge Capitali che il Parlamento ha approvato in via definitiva a febbraio.

L’appuntamento clou per il debutto delle nuove regole è previsto in primavera: il rinnovo del consiglio d’amministrazione di Generali. Ma nelle ultime ore, riporta Radiocor, è spuntata l’ipotesi di un rinvio alla stagione assembleare del 2026. L’idea circola in ambienti finanziari, senza però un autore di riferimento.

In controluce affiora la trattativa sul futuro della compagnia di assicurazione. Prove di dialogo tra i soci Mediobanca e il fronte Caltagirone-Delfin, antagonisti all’ultima assemblea del 2022 e ora ancor più in sintonia con il governo dopo l’operazione Monte Paschi.

Rinviare tutto di un anno permetterebbe alle parti di trovare un’intesa “privata” sul nuovo cda.…

Roma - La volontà politica non è cambiata: la nuova disciplina della lista del cda per la nomina degli amministratori delle società quotate entrerà in vigore il primo gennaio 2025. Calendario alla mano, è questo il termine indicato nella legge Capitali che il Parlamento ha approvato in via definitiva a febbraio.

L’appuntamento clou per il debutto delle nuove regole è previsto in primavera: il rinnovo del consiglio d’amministrazione di Generali. Ma nelle ultime ore, riporta Radiocor, è spuntata l’ipotesi di un rinvio alla stagione assembleare del 2026. L’idea circola in ambienti finanziari, senza però un autore di riferimento.

In controluce affiora la trattativa sul futuro della compagnia di assicurazione. Prove di dialogo tra i soci Mediobanca e il fronte Caltagirone-Delfin, antagonisti all’ultima assemblea del 2022 e ora ancor più in sintonia con il governo dopo l’operazione Monte Paschi.

Rinviare tutto di un anno permetterebbe alle parti di trovare un’intesa “privata” sul nuovo cda. Per ipotesi: quattro dei sette consiglieri di maggioranza a Mediobanca e gli altri tre al gruppo Caltagirone, il resto al mercato evitando la famosa “lista del cda”. Le prossime settimane saranno quelle decisive. Si tratta.

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