✕

Torna in manovra il Tfr ai fondi pensione. Le opposizioni sperano nel salario minimo

(ansa)

Ascolta l'audio

Ripescati 79 emendamenti ritenuti inammissibili. Il governo non è contrario alla norma che aiuta la previdenza integrativa. La proposta sugli stipendi resiste, ma va verso il no in commissione. Da FdI un favore a Open Fiber sulla banda larga
2 minuti di lettura

Roma - La lotteria dei ricorsi premia le pensioni. Tra i 79 emendamenti riammessi al tavolo della manovra ci sono le due proposte che chiedono la riapertura del semestre di silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi complementari.

I biglietti vincenti finiscono in mano ai deputati di Fratelli d’Italia e Lega che hanno sottoscritto le richieste e che ora, dopo il ripescaggio, puntano all’all-in: l’inserimento delle misure nel pacchetto dei 600 emendamenti che i loro gruppi parlamentari, insieme a tutti gli altri, indicheranno tra martedì e mercoledì, in due tranche.

Sono i cosiddetti “segnalati”, quelli che contano ai fini delle modifiche della legge di bilancio: è qui dentro che maggioranza e opposizioni pescheranno poi i 250 “supersegnalati” che arriveranno al voto della commissione Bilancio della Camera.

Roma - La lotteria dei ricorsi premia le pensioni. Tra i 79 emendamenti riammessi al tavolo della manovra ci sono le due proposte che chiedono la riapertura del semestre di silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi complementari.

I biglietti vincenti finiscono in mano ai deputati di Fratelli d’Italia e Lega che hanno sottoscritto le richieste e che ora, dopo il ripescaggio, puntano all’all-in: l’inserimento delle misure nel pacchetto dei 600 emendamenti che i loro gruppi parlamentari, insieme a tutti gli altri, indicheranno tra martedì e mercoledì, in due tranche.

Sono i cosiddetti “segnalati”, quelli che contano ai fini delle modifiche della legge di bilancio: è qui dentro che maggioranza e opposizioni pescheranno poi i 250 “supersegnalati” che arriveranno al voto della commissione Bilancio della Camera.

Intanto i due emendamenti superano il primo sbarramento. Succede tutto in ventiquattr’ore. Prima l’inammissibilità "per materia”, poi il ricorso che cambia la valutazione comunicata dal presidente della quinta commissione di Montecitorio, Giuseppe Mangialavori. Le due proposte di modifica, rispettivamente a prima firma dei deputati Walter Rizzetto (FdI) e Tiziana Nisini (Lega), vengono riammesse all’esame parlamentare perché, si legge nel documento sui ricorsi, rispondono a “un intervento coerente rispetto alle misure in materia di previdenza complementare contenute nell’articolo 28 del disegno di legge”. Il riferimento è alle misure sulla previdenza complementare previste appunto dalla manovra.

Nello specifico, i due emendamenti danno sei mesi di tempo ai lavoratori subordinati (dal primo gennaio al 30 giugno 2025 in un caso, dal primo aprile al 30 settembre nell’altro) per scegliere se mantenere il trattamento di fine rapporto presso il proprio datore di lavoro o conferirlo alla previdenza complementare. Se il lavoratore non si esprime, scatta il silenzio-assenso: il Tfr viene trasferito appunto a un fondo complementare. Le possibilità che le proposte arrivino al traguardo sono alte anche perché il ministero dell’Economia, chiamato a dare il parere decisivo, non è contrario.

Tra gli emendamenti riabilitati c’è anche quello di Fratelli d’Italia, a firma del deputato Fabio Raimondo, che attiva "un processo di migrazione dei clienti finali dalle reti che utilizzano rame verso le reti ad altissima capacità”. Con un’indicazione precisa: tutti i clienti serviti dalla rete in rame dovranno essere raggiunti da una infrastruttura ad altissima capacità, “ovvero, nella misura massima del 10 per cento dei casi, da infrastrutture in grado di erogare servizi di velocità superiore a quella mediamente raggiungibile con servizi ultrabroadband in rame”.

E alla stessa logica fa riferimento anche l’aumento del 10% dei prezzi per tutti i servizi in rame, a partire dal primo gennaio 2025. L’obiettivo che si legge tra le righe è un nuovo aiuto, in prospettiva, a Open Fiber che attraverso il piano “Italia a 1 Giga” è impegnata proprio sulla migrazione dal rame alla fibra.

Anche le opposizioni possono festeggiare l’esito del ripescaggio degli emendamenti: resta in piedi la proposta unitaria presentata da Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e Più Europa, che punta a introdurre una disciplina sul salario minimo legale. Destino sfortunato, invece, per altre 121 richieste di riesame: addio definitivo alla maxi-rottamazione delle cartelle 2000-2023 in dieci anni e alla sospensione delle multe per i no vax fino al 31 dicembre 2025.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti