L’abbonamento parte gratis, ma con il rinnovo arriva la stangata: i consigli per evitare la trappola
Federico FormicaChi ha avuto bisogno, almeno una volta, di un servizio sul web, quasi di certo è finito impigliato nella rete delle prove gratuite e degli abbonamenti a prezzi stracciati seguiti da rinnovi assai meno convenienti. È così per streaming, lettura di libri e riviste, convertitori di immagini e pdf e tanto altro. Gli abbonamenti con rinnovo automatico sono ormai la prassi, ma costituiscono una trappola per i consumatori, che molto spesso si dimenticano di averli attivati e non ricevono - o non leggono - gli avvisi di rinnovo. Il Centro europeo consumatori (Cec) e il Centro tutela consumatori utenti (Ctcu) hanno pubblicato un breve vademecum per evitare i trabocchetti dei servizi a pagamento.
Le trappole più comuni
Gli abbonamenti di prova sono tra i più diffusi: dopo un breve periodo gratuito, il rinnovo diventa automatico e spesso senza preavviso, trasformandosi in una spesa fissa mensile. Situazioni simili si riscontrano anche con abbonamenti a riviste o servizi digitali che partono con …
Chi ha avuto bisogno, almeno una volta, di un servizio sul web, quasi di certo è finito impigliato nella rete delle prove gratuite e degli abbonamenti a prezzi stracciati seguiti da rinnovi assai meno convenienti. È così per streaming, lettura di libri e riviste, convertitori di immagini e pdf e tanto altro. Gli abbonamenti con rinnovo automatico sono ormai la prassi, ma costituiscono una trappola per i consumatori, che molto spesso si dimenticano di averli attivati e non ricevono - o non leggono - gli avvisi di rinnovo. Il Centro europeo consumatori (Cec) e il Centro tutela consumatori utenti (Ctcu) hanno pubblicato un breve vademecum per evitare i trabocchetti dei servizi a pagamento.
Le trappole più comuni
Gli abbonamenti di prova sono tra i più diffusi: dopo un breve periodo gratuito, il rinnovo diventa automatico e spesso senza preavviso, trasformandosi in una spesa fissa mensile. Situazioni simili si riscontrano anche con abbonamenti a riviste o servizi digitali che partono con tariffe promozionali per poi aumentare al rinnovo. Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di illegale, ma a distanza di un anno è facile dimenticarsene, e così i rinnovi passano in cavalleria, puntualmente addebitati senza che il cliente lo sappia: servizi pagati e neanche utilizzati. Ma c’è di peggio: a volte i consumatori si trovano ad acquistare un servizio a un costo irrisorio una tantum, ma in realtà attivano un abbonamento mensile a cifre molto più elevate.
Un esempio emblematico risale al 2022, quando l'Antitrust ha sanzionato la società Panda Leads per pratica commerciale scorretta, dopo che molti consumatori hanno lamentato addebiti imprevisti per abbonamenti mai chiesti. Gli utenti che pensavano di acquistare un servizio a basso costo in grado di compilare curriculum si sono trovati a pagare 29,99 euro al mese per un abbonamento di cui non sapevano nulla. Una pratica che il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, etichettò allora come “insopportabile, soprattutto perché colpisce persone giovani in cerca di lavoro".
I consigli del Ctcu
Insieme al Cec, il Ctcu ha stilato alcune regole d’oro per non restare impigliati nella rete:
- Leggere con attenzione termini e condizioni. È noioso, e comporta una perdita di tempo che ci risparmieremmo volentieri, ma leggere le clausole prima di accettare il servizio è essenziale. Parole come “rinnovo automatico” o “attivazione a pagamento” devono accendere un campanello d’allarme. Ricordiamoci che, seppure stipulati senza firma, si tratta pur sempre di contratti.
- Segnate le scadenze. Usate un calendario o un’app per ricordare la fine del periodo di prova e, se necessario, fate la disdetta per tempo.
- Cancellatevi subito se non vi interessa. Molti servizi consentono di attivare la prova gratuita con rinnovo automatico, ma di cancellare l’abbonamento durante la prova stessa, senza perdere l’accesso fino alla fine del periodo. Consultate la pagina del vostro profilo (a volte vengono denominate “il mio abbonamento”) e sfruttate questa occasione, se già sapete che il servizio non vi servirà più.
- Occhio ai tempi. Il Codice del consumo (all’articolo 65 bis) prevede che i fornitori debbano avvisare i clienti in forma scritta almeno 30 giorni prima del rinnovo. In caso di mancato avviso, il cliente può recedere in qualsiasi momento senza dover sostenere alcuna spesa.
Attenzione alle truffe
Fin qui, che siano più o meno truffaldini, abbiamo parlato di abbonamenti a servizi di cui il consumatore usufruisce. Tuttavia il fenomeno del phishing non ha risparmiato neanche questo ambito. Come già segnala da tempo la Polizia Postale, infatti, sono in aumento i messaggi email o sms che sembrano provenire da servizi di streaming o piattaforme digitali e chiedono di rinnovare un abbonamento cliccando su un link.
Questo tipo di comunicazione è spesso fraudolenta: “Le società che offrono servizi in abbonamento non chiedono mai ai loro clienti di fornire dati bancari, numeri di carte di credito e password di accesso tramite Sms o email” scrive la Polizia. Cliccando, infatti, si può finire su siti-fotocopia degli originali con dei campi da riempire: le informazioni che inseriamo vengono così acquisite da truffatori, che possono usarle per sottrarci denaro o, nella migliore delle ipotesi, per rimpinguare liste di contatti abusive che verranno poi vendute ai call center fuorilegge. Il consiglio della Polizia Postale è di non rispondere mai a queste comunicazioni e di accedere ai servizi solo tramite il sito ufficiale.