ROMA - Il Garante della concorrenza (l’Antitrust) ha a cuore le finanze delle famiglie che quest’estate prenderanno i traghetti della Grandi Navi Veloci oppure - come alternativa - della Moby. Le due realtà (Grandi Navi e Moby) potrebbero smettere di competere l’una contro l’altra, per effetto dell’influenza del gruppo Msc della famiglia Aponte.
Anzi: le due realtà avrebbero già smesso di farsi la guerra sui mari, come proverebbero i prezzi che propongono per la stagione estiva 2025 e le quantità dei biglietti in vendita. E allora il Garante apre un’indagine perché sospetta un «deterioramento delle dinamiche concorrenziali».
Il deterioramento, se confermato o accentuato, può danneggiare i consumatori che pagherebbero tariffe più alte del dovuto (su rotte come la Napoli-Palermo o la Civitavecchia-Olbia) a fronte di una qualità del servizio magari peggiore. Un simile deterioramento, in aggiunta, può affondare il terzo incomodo - la Grimaldi - unico vero competitore di Grandi Navi e di Moby (che è titolare anche dei marchi Tirrenia e Toremar).
Il problema, dunque, è la potenziale influenza della Msc degli Aponte. Gli Aponte controllano Grandi Navi Veloci. Detengono poi il 49% della Moby (con la società Sas). E proprio alla Moby hanno garantito un «ingente» finanziamento da 243 milioni, nel 2023.