✕

Enel nella corsa ai data center, una nuova società con utility e Big Tech

L'impianto fotovoltaico Enel a Trino Vercellese, sito di una vecchia centrale termoelettrica chiusa nel 2013: potrebbe ospitare dei data center 

Ascolta l'audio

Il gruppo vuole mettere a disposizione le aree delle sue centrali e i servizi di allacciamento alla rete, risorse scarse nel boom dei centri dati. Si cercano soci, il valore iniziale è un miliardo
2 minuti di lettura

Enel prova a lanciarsi nel settore in crescita esponenziale dei data center, i grandi centri di calcolo di cui un mondo a Intelligenza artificiale avrà sempre più bisogno. E lo fa cercando di orientare verso quell’industria, e quindi di valorizzare, alcune delle infrastrutture, delle tecnologie e delle competenze che già possiede. La prima sono le grandi aree delle sue centrali energetiche, operative o in via di dismissione come quelle a carbone. E la seconda sono gli asset di connessione, cioè i cavi che collegano queste centrali alla rete ad alta tensione. Grandi siti a destinazione industriale e fiumi di elettricità sono le due risorse base di cui le “fattorie” di server hanno bisogno, risorse che in una vera e propria corsa agli investimenti - colossi di Big Tech, specialisti del cloud, grandi investitori e sviluppatori immobiliari - già scarseggiano.

Enel prova a lanciarsi nel settore in crescita esponenziale dei data center, i grandi centri di calcolo di cui un mondo a Intelligenza artificiale avrà sempre più bisogno. E lo fa cercando di orientare verso quell’industria, e quindi di valorizzare, alcune delle infrastrutture, delle tecnologie e delle competenze che già possiede. La prima sono le grandi aree delle sue centrali energetiche, operative o in via di dismissione come quelle a carbone. E la seconda sono gli asset di connessione, cioè i cavi che collegano queste centrali alla rete ad alta tensione. Grandi siti a destinazione industriale e fiumi di elettricità sono le due risorse base di cui le “fattorie” di server hanno bisogno, risorse che in una vera e propria corsa agli investimenti - colossi di Big Tech, specialisti del cloud, grandi investitori e sviluppatori immobiliari - già scarseggiano.

Di questo, ha annunciato ieri l’ad Flavio Cattaneo durante la presentazione del piano strategico, si occuperà un’apposita Newco, una nuova società del gruppo, cominciando da Italia e Spagna. Aggiungendo che il suo valore di partenza potrebbe già essere di un miliardo e che si cercheranno dei soci disposti a partecipare, a cominciare da municipalizzate come A2a.

La società però è stata tenuta fuori dagli obiettivi del piano al 2027, anche perché le incognite non mancano. Cattaneo ha detto che per l’utilizzo delle aree di Enel sono arrivate tra le 40 e le 50 manifestazioni di interesse. Nelle scorse settimane era già emerso quello di Blackrock, il cui capo Larry Fink ha incontrato la premier Meloni e lo stesso Cattaneo, ma nella lista ci sarebbero anche Google, Amazon e Microsoft, tutte interessate ad espandere la presenza in Europa e Italia. A far gola è soprattutto il sito di Trino Vercellese, dove attorno alla vecchia centrale termoelettrica chiusa nel 2013 Enel ha acceso il più grande impianto solare d’Italia: è vicino e connesso a Milano, di gran lunga principale mercato italiano del cloud. Mentre l’interesse sarebbe minore per i vecchi siti a carbone di Civitavecchia e Brindisi, appena chiusi e in cerca di destino.

L’altra incognita è l’effettiva disponibilità di elettricità: oggi il settore vale circa il 2% del consumo italiano, ma le proiezioni lo danno in crescita verticale. Senza un significativo aumento della generazione garantire i watt necessari potrebbe non essere semplice. Di certo meno semplice che in Spagna, l’altro Paese da cui la Newco partirà, forte di una crescita molto più veloce delle rinnovabili e di una base di energia nucleare.

Enel non dovrebbe in ogni caso occuparsi di sviluppo e costruzione dei data center. Quello che farà la nuova società sarà “allacciare” gli impianti alla rete in alta tensione, progettando, gestendo e manutenendo le relative infrastrutture, sia di sua proprietà che di terzi. Un’operazione simile a quella fatta tre anni fa con Gridspertise, creata per valorizzare contatori e reti intelligenti. Operazione che ora Enel cerca di replicare in un mercato altrettanto, se non addirittura più ricco.

Leggi i commenti