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Manovra, corsa ai bonus. Dagli elettrodomestici alle spese per lo sport, la maggioranza in pressing

(ansa)

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Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia presentano emendamenti alla legge di bilancio per assegnare incentivi alle famiglie con redditi medio-bassi. Il governo tratta con le opposizioni sul fondo per le modifiche alla legge di bilancio
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Roma - I bonus irrompono nella manovra. A colpi di emendamenti sottoscritti dalla maggioranza. Anche se l’ordine di scuderia di Giorgia Meloni era assai diverso: “È finita la stagione dei soldi gettati dalla finestra”, aveva assicurato la premier ancora prima che la legge di bilancio venisse approvata dal Consiglio dei ministri. E al netto dei mille euro per ogni figlio nato nel 2025, la promessa era stata mantenuta.

Tutto da rifare. Adesso tocca a lei decidere se cambiare idea, accogliendo le richieste di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, oppure portare i partiti che sostengono il suo governo a ritirare le proposte. Il primo banco di prova è la scrematura che tra oggi e domani farà scendere a 250 gli emendamenti “segnalati” della maggioranza: i deputati dovranno scegliere le proposte da fare avanzare in commissione Bilancio, alla Camera, dove la manovra è sotto esame.

Roma - I bonus irrompono nella manovra. A colpi di emendamenti sottoscritti dalla maggioranza. Anche se l’ordine di scuderia di Giorgia Meloni era assai diverso: “È finita la stagione dei soldi gettati dalla finestra”, aveva assicurato la premier ancora prima che la legge di bilancio venisse approvata dal Consiglio dei ministri. E al netto dei mille euro per ogni figlio nato nel 2025, la promessa era stata mantenuta.

Tutto da rifare. Adesso tocca a lei decidere se cambiare idea, accogliendo le richieste di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, oppure portare i partiti che sostengono il suo governo a ritirare le proposte. Il primo banco di prova è la scrematura che tra oggi e domani farà scendere a 250 gli emendamenti “segnalati” della maggioranza: i deputati dovranno scegliere le proposte da fare avanzare in commissione Bilancio, alla Camera, dove la manovra è sotto esame.

I firmatari dei bonus vogliono andare fino in fondo. FdI spinge per il bonus sport: 800 euro per ogni figlio minorenne a carico delle famiglie con Isee fino a 35 mila euro. "Il contributo economico - si legge nell’emendamento - è riconosciuto per il rimborso delle spese di iscrizione ad attività sportive erogate da soggetti pubblici, privati o enti del Terzo settore”. Sempre i parlamentari del partito della presidente del Consiglio vogliono portare a casa la “dote di famiglia”: 500 euro per ogni figlio under 15 alle famiglie con redditi bassi, sempre fino a 35 mila euro. In questo caso, il bonus potrà essere speso per attività sportive, servizi culturali e turistici, corsi di musica e “percorsi di sostegno scolastico o di apprendimento delle lingue straniere”.

A completare il pacchetto c’è il voucher per le scuole paritarie: fino a 1.500 euro per ogni studente che frequenta le scuole elementari, medie e i primi due anni delle superiori. Il paletto dell’Isee è fissato a 40 mila euro.

Anche la Lega vuole il suo bonus. L’obiettivo è incentivare l’acquisto di elettrodomestici "di elevata efficienza energetica”, non inferiore alla nuova classe B, e lo smaltimento contestuale di quelli obsoleti. Frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie green: il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro, che sale a 200 per le famiglie con un Isee fino a 25 mila euro.

C’è anche chi vuole allentare la stretta decisa proprio dalla manovra: Forza Italia chiede di mantenere l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e il sismabonus al 50% anche nel 2026 e 2027, per le prime case. E di evitare quindi il décalage al 36%.

Nel frattempo il governo ha anche un’altra questione di cui occuparsi: l’accordo con le opposizioni per blindare l’iter parlamentare della manovra. Domani mattina i bilaterali con Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e Più Europa per cercare un’intesa sullo schema degli emendamenti “super segnalati”, che l’esecutivo vuole fissare a quota 250, compresi quelli della maggioranza. Metodo e merito. Sul tavolo c’è anche il fondo per le modifiche. In tutto ci sono 120 milioni per il 2025, 200 per il 2026 e altrettanti per l’anno successivo. Fonti di maggioranza escludono una spartizione a metà del “tesoretto” con le opposizioni. La partita della manovra si scalda.

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