I colossi cinesi alla conquista della Silicon Valley: Alibaba & C. a caccia di talenti per l’IA
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Alla conquista della Silicon Valley. I giganti cinesi Alibaba, ByteDance e Meituan hanno ampliato i loro uffici in California negli ultimi mesi, cercando di assumere i migliori talenti statunitensi che potrebbero aiutarli a recuperare terreno nella corsa ai profitti dell'Intelligenza Artificiale generativa, cercando “di sottrarre ai gruppi rivali” le migliori menti nel campo.
Lo sostiene il Financial Times. Il perché di questa mossa è chiaro. Negli ultimi due anni Washington ha imposto una serie di misure sulle esportazioni verso la Cina di chip più avanzati, sostenendo che Pechino potrebbe utilizzarli, anche, per potenziare le proprie capacità militari. “I gruppi cinesi sono stati colpiti d…
PECHINO - Alla conquista della Silicon Valley. I giganti cinesi Alibaba, ByteDance e Meituan hanno ampliato i loro uffici in California negli ultimi mesi, cercando di assumere i migliori talenti statunitensi che potrebbero aiutarli a recuperare terreno nella corsa ai profitti dell'Intelligenza Artificiale generativa, cercando “di sottrarre ai gruppi rivali” le migliori menti nel campo.
Lo sostiene il Financial Times. Il perché di questa mossa è chiaro. Negli ultimi due anni Washington ha imposto una serie di misure sulle esportazioni verso la Cina di chip più avanzati, sostenendo che Pechino potrebbe utilizzarli, anche, per potenziare le proprie capacità militari. “I gruppi cinesi sono stati colpiti da un divieto statunitense sulle esportazioni dei chip Nvidia AI di fascia alta, fondamentali per lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale. Attualmente, però, non esistono restrizioni per le entità con sede negli Stati Uniti collegate o di proprietà di aziende tecnologiche cinesi che accedono a chip AI di alto livello attraverso centri dati situati negli Stati Uniti”, scrive il quotidiano finanziario. Eccola qui la possibilità intravista dai cinesi.
Alibaba, ad esempio – continua il Financial Times – sta reclutando un team di intelligenza artificiale a Sunnyvale, in California. “Secondo tre persone che hanno familiarità con la questione, l'azienda ha contattato ingegneri, product manager e ricercatori che hanno lavorato presso OpenAI e i maggiori gruppi tecnologici statunitensi”.
Un ex ricercatore di OpenAI ha dichiarato al Ft di essere stato bombardato di messaggi da parte di aziende tecnologiche cinesi - tra cui approcci dalla piattaforma di consegna di cibo Meituan e da Alibaba - che cercavano di ottenere maggiori informazioni sulla loro esperienza in azienda e offrivano opportunità di lavoro.
Nonostante le restrizioni messe in campo negli ultimi dall’amministrazione di Joe Biden, i cinesi non stanno a guardare. Per dare impulso all'industria nazionale dei semiconduttori e arrivare all’autosufficienza nel settore di fronte ai tentativi americani di limitare l’accesso di Pechino alle tecnologie più avanzate, dal 2014 ad oggi la Cina ha già investito oltre 150 miliardi di dollari. Le mosse Usa fanno male, però. Soprattutto ad aziende come Huawei. E, in generale, alle ambizioni della Cina in materia di intelligenza artificiale. Bloomberg sostiene che Pechino rimarrà ancora più indietro rispetto agli Stati Uniti nel 2025, “quando la taiwanese Tsmc - produttore di chip per Apple e Nvidia - inizierà a produrre chip a 2 nanometri con circa tre generazioni di anticipo”.