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Nestlé mescola le acque: San Pellegrino e Panna finiscono sotto Perrier

L'acqua San Pellegrino 

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Il gruppo svizzero riunisce tutti i suoi marchi, tra cui Levissima, in una società francese. Possibile l’entrata dei fondi
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MILANO — Nestlé si riorganizza e riparte dall’acqua, divisione che rappresenta solo il 4% del fatturato del colosso alimentare svizzero, ma che ha interessanti prospettive di crescita e un forte appeal per gli investitori. Nell’annunciare il nuovo piano industriale l’ad Laurent Freixe, che a settembre ha assunto le deleghe al posto di Mark Schneider, ha deciso di scorporare le attività di Nestlé Waters in una società a sé, che prenderà casa a Parigi – dove già c’è un’importante sede dell’imbottigliamento di Perrier – affidando la guida di questa nuova divisione a Muriel Lienau, attuale presidente di Nestlè France e a capo della divisione europea delle acque.

Nuova società con sede a Parigi guidata da Muriel Lienau

Con buona pace di San Pellegrino, che …

MILANO — Nestlé si riorganizza e riparte dall’acqua, divisione che rappresenta solo il 4% del fatturato del colosso alimentare svizzero, ma che ha interessanti prospettive di crescita e un forte appeal per gli investitori. Nell’annunciare il nuovo piano industriale l’ad Laurent Freixe, che a settembre ha assunto le deleghe al posto di Mark Schneider, ha deciso di scorporare le attività di Nestlé Waters in una società a sé, che prenderà casa a Parigi – dove già c’è un’importante sede dell’imbottigliamento di Perrier – affidando la guida di questa nuova divisione a Muriel Lienau, attuale presidente di Nestlè France e a capo della divisione europea delle acque.

Nuova società con sede a Parigi guidata da Muriel Lienau

Con buona pace di San Pellegrino, che nasce dalle Prealpi Orobie e all’omonima cittadina termale in provincia di Bergamo, e Acqua Panna, che sgorga vicino a Firenze, ma anche dell’acqua alpina di Levissima, l’acqua Perrier si è bevuta tutte le acque tricolori del gruppo elvetico, inglobando anche la divisione bevande di alta gamma. Eppure San Pellegrino e Panna sono acque minerali premium, tra le più apprezzate e diffuse nei ristoranti di tutto il mondo, senza contare che in futuro le decisioni strategiche saranno prese a Parigi, dove ha sede Danone, storica rivale di Nestlé Waters con la sua Evian.

Lienau si è messa in luce all’interno di Nestlé, perché ha saputo creare intorno alla bottiglietta verde dell’acqua più gassata di Francia, l’esperienza di una bevanda che viene spesso consumata come aperitivo, peraltro associando e lanciando vari gusti e bassissimo contenuto calorico. Dopo aver corretto al ribasso per la seconda volta in tre mesi le stime di crescita per il 2024, ieri Frexie ha detto che nel 2025 si aspetta un aumento degli investimenti pubblicitari al 9% dei ricavi (dall’attuale 8%) distribuito sui tanti marchi del gruppo, con un occhio di riguardo a quelli a forte margine come il caffè Nespresso, o il cibo per animali di Purina. I maggiori investimenti per la crescita, saranno affiancati da un piano di tagli dei costi generali che, secondo il neo ad di Nestlé, al 2027 dovrebbe arrivare a generare 2,5 miliardi di franchi di sinergie.

La divisone di acque e bevande pronta per nuove partnership

La scelta di dare all’acqua una sua divisione ad hoc, nasce invece dalla volontà di “far emergere il valore per gli azionisti”. Il taglio del cordone ombelicale con la casa madre di Vevey, sarà operativo a partire dal primo gennaio, ma secondo Frexie agevolerà “la creazione di nuove partnership, per permettere ai brand iconici del gruppo, e alle loro piattaforme, di crescere ed esprimere tutto il loro potenziale”. Al momento è esclusa la possibilità di una quotazione separata in Borsa, ma non è detto che Nestlé Waters esplori nuove alleanze, magari aprendo il capitale ai private equity, come fatto con successo per la divisione dei gelati confezionati, di cui Pai Partners ha il 50% del capitale.

Il nuovo piano di Frexie, nato a Parigi nel 1962 con una lunga carriera in Nestlé iniziata nel 1986, non è stato applaudito dagli investitori: ieri il titolo quotato a Zurigo ha perso l’1,94% pari a una capitalizzazione di 200,8 miliardi di franchi (215 miliardi di euro). Il mercato si aspettava qualcosa di più sia per quest’anno, che Nestlé stima di chiudere con ricavi in aumento solo del 2%, sia per il 2025 quando la marginalità è attesa al 17% (dal precedente 17,5-18,5%) e la crescita del fatturato a medio termine è stimata al 4%.

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