MILANO – Nuova cassa integrazione in arrivo per i lavoratori Stellantis di Termoli. L’azienda ha comunicato oggi alle organizzazioni sindacali dell’impianto la richiesta di cassa integrazione dal 16 al 22 dicembre per le linee produttive dei motori Gse e V6. Questa misura – secondo l’azienda – è necessaria per adeguare la produzione alle attuali condizioni di mercato, soprattutto perché strettamente legata alle temporanee sospensioni produttive dei modelli negli impianti di Pomigliano e di Cassino, e per garantire una gestione efficiente delle risorse. In una nota Stellantis afferma che "Siamo determinati a garantire la continuità dei nostri impianti e delle attività in questo momento complicato".
Il gruppo Stellantis aggiunge poi: "continuiamo a supportare tutti i nostri colleghi e colleghe in questa fase. Si tratta di un percorso impegnativo, che comporta scelte complesse e non offre soluzioni immediate, ma richiede unità d'intenti e visione per accompagnare questa grande azienda, insieme a tutti i suoi dipendenti, nel futuro".
Uliano: “Non più rinviabile un tavolo auto a Palazzo Chigi”
In mattinata il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano era tornato ad invocare un intervento da parte del governo. "Dopo l'incontro avuto giovedì scorso al Mimit, riteniamo che non sia più rinviabile la necessità di avere un tavolo presso la Presidenza del Consiglio con i vertici aziendali ai massimi livelli. Se questo non dovesse avvenire, siamo costretti ad auto-convocarci con i lavoratori del settore presso Palazzo Chigi", aveva detto il sindacalista. "La situazione, come abbiamo ripetuto al Mimit e come da tempo stiamo denunciando - spiega Uliano - ora sta precipitando: abbiamo oltre 25 mila lavoratori che rischiano già a inizio anno, di essere licenziati a causa del mancato rifinanziamento degli ammortizzatori. Vista la situazione del settore, evidente anche dagli ultimi dati sulle vendite, si fa sempre più preoccupante. Sono a rischio di chiusura interi impianti industriali nel nostro Paese e di molte aziende del settore della componentistica auto legate al motore endotermico, collegate a Stellantis o dipendenti in gran parte dalla Germania, dove già sono state annunciate le chiusure di tre impianti". "Stellantis, ancora oggi, - aveva proseguito Uliano - non ci ha fornito un piano industriale adeguato e chiaro per l'Italia, e da parte del Governo non sono state messe in campo misure specifiche per il settore in grado di metterlo in sicurezza.
Urso: “Chiesto un piano convincente sull’Italia entro il 16 dicembre”
Intervenuto al question time alla Camera sul dossier auto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha invece ribadito che il governo si attende indicazioni precise dall’azienda il prossimo messe. "Il tavolo sull'automotive – ha detto Urso – si è concluso con l'impegno che entro il 16 dicembre Stellantis presenti un piano Italia convincente e sostenibile che preveda investimenti nel nostro Paese. E abbiamo chiesto che l'impresa precisi quanto intende investire nel nostro paese, garantendo la tutela dell'occupazione", oltre alla Gigafactory di Termoli e all'impegno di "destinare all'Italia la nuova piattaforma produttiva di veicoli di piccole dimensioni. Solo se ci saranno risposte convincenti sarà possibile" il confronto.