ROMA — Salari bassi, spinti giù da inflazione e precarietà. E da un governo che «rifiuta la concertazione, firma intese separate con sindacati di comodo, impone ai dipendenti pubblici un aumento del 6% contro una perdita di potere d’acquisto del 17%». Per questo, dice Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, «la questione salariale è politica». E sarà al centro dello sciopero generale de…