Mediaset batte Cloudflare. Il giudice: concorre a illeciti dei pirati. Multa da 1000 euro al giorno
di Aldo FontanarosaROMA – Da tempo nel mirino della Lega Calcio – che l’accusa di aiutare i pirati degli eventi sportivi – ora Cloudflare fa i conti con Mediaset. Anche il gruppo Berlusconi cita Cloudflare in Tribunale, lamentandone la presunta complicità nelle attività di emittenti tv illegali. E il gigante informatico statunitense perde la causa.
Il giudice del Tribunale di Roma, investito del caso, ordina a Cloudflare di interrompere “immediatamente la fornitura dei servizi” che eroga ai portali pirata. Cloudfare dovrà anche comunicare a Mediaset tutte le informazioni sui gestori dei portali illegittimi. Gestori che oggi usano le tecnologie di Cloudflare per dissimulare la loro identità.
Infine Cloudfare dovrà pagare una multa da 1000 euro per ogni giornata in cui dovesse ignorare gli ordini del Tribunale di Roma.
La presunta neutralità
Da tempo, Cloudflare sostiene che i…
ROMA – Da tempo nel mirino della Lega Calcio – che l’accusa di aiutare i pirati degli eventi sportivi – ora Cloudflare fa i conti con Mediaset. Anche il gruppo Berlusconi cita Cloudflare in Tribunale, lamentandone la presunta complicità nelle attività di emittenti tv illegali. E il gigante informatico statunitense perde la causa.
Il giudice del Tribunale di Roma, investito del caso, ordina a Cloudflare di interrompere “immediatamente la fornitura dei servizi” che eroga ai portali pirata. Cloudfare dovrà anche comunicare a Mediaset tutte le informazioni sui gestori dei portali illegittimi. Gestori che oggi usano le tecnologie di Cloudflare per dissimulare la loro identità.
Infine Cloudfare dovrà pagare una multa da 1000 euro per ogni giornata in cui dovesse ignorare gli ordini del Tribunale di Roma.
La presunta neutralità
Da tempo, Cloudflare sostiene che i suoi servizi – ad esempio le Vpn – sono in sé legittimi e di uso comune. Per questo motivo, Cloudflare ritiene di non dover rispondere dell’uso che i pirati fanno delle sue tecnologie perché queste sarebbero neutrali. Ma i giudici romani gli danno torto.
Il Tribunale di Roma sostiene che l’attività di Cloudflare concorre “alla realizzazione degli illeciti” da parte dei pirati. Pirati che – su una loro pay-tv – si sono impossessati di decine di trasmissioni di Mediaset, da Amici alle Iene, da L’Isola dei famosi a Temptation Island.
Spiega il Tribunale che “Cloudflare agisce come intermediario tra il visitatore del sito e il server di origine migliorando le prestazioni, aumentando la sicurezza e fornendo anche una serie di servizi aggiuntivi per ottimizzare l’esperienza dell’utente”.
Proprio Cloudflare, ad esempio, si preoccupa che le trasmissioni pirata arrivino agli utenti “in modo veloce e sicuro” velocizzando “lo scaricamento dei dati”.
Sempre Cloudflare nasconde il dominio pirata “di provenienza” delle trasmissioni illecite, lo protegge in caso di blocco (da parte ad esempio del Garante AgCom); quindi traghetta gli utenti “verso un nome di dominio simile non ancora bloccato”, perché continuino la visione, indisturbati.
L’articolo 700
I giudici romani infine rimarcano che Clouflare ha ignorato una prima diffida che Mediaset le ha inviato il 9 febbraio 2024 perché interrompesse la sua condotta.
Mediaset ha presentato al Tribunale di Roma un ricorso urgente, ai sensi anche dell’articolo 700 del Codice di procedura civile.
L’ordinanza del Tribunale di Roma, che dà ragione al gruppo Berlusconi, è del 31 maggio 2024. Soltanto adesso, però, Mediaset ne dà notizia perché sono scaduti i 6 mesi dall’ordinanza entro cui Cloudflare avrebbe potuto impugnarla.
La piattaforma Infinity
Le trasmissioni di Mediaset sono gratuite. Ma il gruppo televisivo, come è suo pieno diritto, le propone in streaming attraverso la sua piattaforma Infinity.
I pirati se ne impossessano, insieme a decine di trasmissioni di svariate altre emittenti, proprio per aggirare Infinity.