Fondi all’Università e alla Difesa. L’assalto dei ministri alla manovra
di Giuseppe ColomboRoma – C’è chi si è fatto portavoce delle richieste in prima persona. Come la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, che al collega Giancarlo Giorgetti ha chiesto di escludere gli atenei dall’obbligo per gli enti pubblici di restituire allo Stato i risparmi in arrivo dalla stretta sul turn over. E c’è chi invece, come il titolare della Cultura, Alessandro Giuli, fa affidamento sugli emendamenti dalla maggioranza per chiedere, nello specifico, un aumento della “retribuzione di ruolo e di posizione” per i dirigenti di seconda fascia del Mic, come recita la proposta a prima firma del presidente della commissione Cultura, Federico Mollicone (FdI). Ecco la manovra degli emendamenti ministeriali.
Se il titolare della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, spera in una riduzione del taglio del 25% al ricambio nella Pa, è Marina Calderone, che ha la delega al Lavoro, ad aspettare dal Mef una risposta “sull’utilizzo di uno strumento che sia la prosecuzione e il miglioramento di quel…
Roma – C’è chi si è fatto portavoce delle richieste in prima persona. Come la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, che al collega Giancarlo Giorgetti ha chiesto di escludere gli atenei dall’obbligo per gli enti pubblici di restituire allo Stato i risparmi in arrivo dalla stretta sul turn over. E c’è chi invece, come il titolare della Cultura, Alessandro Giuli, fa affidamento sugli emendamenti dalla maggioranza per chiedere, nello specifico, un aumento della “retribuzione di ruolo e di posizione” per i dirigenti di seconda fascia del Mic, come recita la proposta a prima firma del presidente della commissione Cultura, Federico Mollicone (FdI). Ecco la manovra degli emendamenti ministeriali.
Se il titolare della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, spera in una riduzione del taglio del 25% al ricambio nella Pa, è Marina Calderone, che ha la delega al Lavoro, ad aspettare dal Mef una risposta “sull’utilizzo di uno strumento che sia la prosecuzione e il miglioramento di quello che era decontribuzione Sud”.
Si muove anche Matteo Salvini, titolare di Infrastrutture e dei Trasporti. Lo fa con un pacchetto di emendamenti affidati al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. È sua la firma in fondo alla proposta che chiede la sottoscrizione di una nuova convenzione tra il ministero dei Trasporti e Anas, con una durata della concessione non inferiore a cinquant’anni. E sempre Molinari è in testa alla lista dei deputati leghisti che hanno firmato l’emendamento per autorizzare "snodi viari”, come quello all’uscita autostradale della A4 Noventa di Piave-San Donà di Piave, in Veneto, ma anche per finanziare, con 3 milioni, il progetto di fattibilità di una stazione “nelle zone di Frosinone, Ferentino e Supino”, nel Lazio, lungo la linea dell’Alta velocità Roma-Napoli.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiede di rendere più flessibile il meccanismo di finanziamento delle missioni internazionali, mentre il collega alla Salute, Orazio Schillaci, continua a tenere il punto sulla flat tax per l’indennità di specificità dei medici.
La lista delle richieste è lunga. Sarà sfoltita all’inizio della settimana prossima, quando Giorgia Meloni riunirà i suoi due vicepremier, Antonio Tajani e Salvini, per decidere quali richieste potranno diventare norme della manovra durante l’iter di conversione in Parlamento.
I nodi da sciogliere sono tanti. A iniziare dalla proroga del taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro. Anche ieri non sono mancate le schermaglie tra il Carroccio e Forza Italia. Tajani ha definito la proposta dell’alleato di governo "non condivisibile e ridicola”. Dal canto suo, la Lega ha ribadito che la misura è “una priorità”.
Balla l’Ires premiale, chiesta da Confindustria. Su questo innesto, come sugli altri, il Mef farà le sue valutazioni a valle delle scelte che saranno prese al vertice a cui potrebbe partecipare anche Giorgetti. Intanto il ministro dell’Economia ha ricordato "l’incertezza” che caratterizza lo scenario internazionale. E la necessità del “contributo di tutti” per la manovra che “può contribuire ad attenuare i timori”. Sacrifici, non richieste su richieste.
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