ROMA — La sede della struttura corporate dell’Europa di Stellantis sarà a Torino. Ad anticipare il trasloco, che sarà ufficiale a gennaio, Jean-Philippe Imparato, responsabile del mercato Enlarged Europe di Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica.
Il braccio destro dell’ad Carlos Tavares in una intervista a Milano Finanza, si è detto convinto che «con tutti i lanci previsti già per l’inizio del 2025 il rimbalzo arriverà».
Imparato rispetto a Mirafiori e al futuro dello stabilimento di Torino ha ribadito che non è a rischio. «Basare a Torino la struttura corporate Europa di Stellantis significa - spiega Imparato - che il personale dell’Enlarged Europe a livello di comunicazione, marketing e Hr e pianificazione della produzione presente in Italia lavorerà con me a Mirafiori. “Si ma non è produzione di auto” dite voi. E va bene. Ma in termini di localizzazione del business e di corporate governance a livello europeo di Stellantis, Torino è e sarà sempre più al centro: quindi nessuno può dire che chiudiamo».
L’Europa e gli incentivi
Imparato dice che se non si vendono auto non c’è ragione di produrle. «Lo abbiamo detto cinquantamila volte, anche al governo Meloni: noi non lasciamo l’Italia, anzi ci investiremo. Ma non chiedetemi oggi quanto venderò: io produco ciò che vendo», rimarca.
«La protezione dell’Italia a livello industriale è totale - dice il capo Europa - ma si produce quello che si vende. Se non c’è mercato, bisogna adeguarsi, altrimenti la conseguenza è trovarsi solo i piazzali pieni».
In Italia non ci saranno incentivi per comprare macchine nel 2025 dopo il taglio del fondo automotive. Ora il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si rivolge a Bruxelles: «Gli incentivi si devono realizzare a livello europeo, in modo che siano significativi, stabili e duraturi. Gli Stati non sono più in condizione di farlo».