Manovra, lite sul canone Rai. FI attacca la Lega: “Ritiri il taglio a 70 euro”. Caos in Senato
di Giuseppe Colombo , Lorenzo De CiccoROMA – Un nuovo chiarimento. In Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni è chiamata al bis per mettere d'accordo gli alleati che ancora litigano sulla manovra. Il vertice domenicale a casa della premier non ha chiuso le distanze tra Forza Italia e Lega: l'accordo sulle modifiche alla legge di bilancio ancora non c'è.
Alla prima prova dei fatti, l'intesa sbandierata ieri al termine della riunione con i due vicepremier Antonio Tajani (FI) e Matteo Salvini (Lega), e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, si rivela fragile. Tutto da rifare. Il decreto fiscale collegato alla manovra si incaglia a Palazzo Madama. I due senatori di FI che siedono in commissione Bilancio, Dario Damiani e Claudio Lotito, puntano i piedi: la proroga del taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro anche per il 2025, non rientra negli accordi tra i leader.
Alla riunione dell'ufficio di presidenza della commissione arriva il leghista Massimo Garavaglia, che attacca FI e Fratelli d'Italia. "C'è una sensazione str…
ROMA – Un nuovo chiarimento. In Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni è chiamata al bis per mettere d'accordo gli alleati che ancora litigano sulla manovra. Il vertice domenicale a casa della premier non ha chiuso le distanze tra Forza Italia e Lega: l'accordo sulle modifiche alla legge di bilancio ancora non c'è.
Alla prima prova dei fatti, l'intesa sbandierata ieri al termine della riunione con i due vicepremier Antonio Tajani (FI) e Matteo Salvini (Lega), e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, si rivela fragile. Tutto da rifare. Il decreto fiscale collegato alla manovra si incaglia a Palazzo Madama. I due senatori di FI che siedono in commissione Bilancio, Dario Damiani e Claudio Lotito, puntano i piedi: la proroga del taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro anche per il 2025, non rientra negli accordi tra i leader.
Alla riunione dell'ufficio di presidenza della commissione arriva il leghista Massimo Garavaglia, che attacca FI e Fratelli d'Italia. "C'è una sensazione strana. C'è una pervicacia da parte di Fratelli d'Italia nell'attaccare la Regione Lombardia sulla sanità" con emendamenti che "fanno danno alla Regione Lombardia", e da parte di Forza Italia c'è la stessa pervicacia ad "attaccare la Regione Lombardia sul trasporto pubblico locale. Ma non capisco perché governiamo insieme". Così il presidente della commissione Finanze, a margine dei lavori sul decreto fiscale al Senato, con riferimento a ipotesi di riformulazioni delle proposte di modifica circolate nelle ultime ore.
Ma è sul canone che si consuma la crepa. Damiani invita il Carroccio a ritirare l’emendamento. Per risolvere la grana arriva il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. E la palla passa alla premier.
Intanto protestano le opposizioni: "Sulla Rai la maggioranza appare completamente divisa: da una parte c'è chi vuole occuparla (FdI), dall'altra chi desidera affossarla (Lega), mentre Forza Italia sembra preoccupata solo di non perdere spazi pubblicitari. Nessuno, però, si sta realmente occupando dell'azienda, degli ascolti, della pubblicità o della qualità dell'informazione", dicono i componenti in quota Partito democratico della commissione di vigilanza sulla Rai. "Né si affronta seriamente il tema della trasformazione della Rai da broadcaster a digital media company, né si considerano i 12.000 dipendenti che vi lavorano. È importante ricordare che il servizio pubblico è finanziato dai cittadini attraverso il canone".