Precettazione e sciopero dei trasporti: cosa succede ora e cosa rischiano i lavoratori
di Rosaria AmatoROMA – L’impugnazione al Tar della precettazione dello sciopero del 29 «vale per affermare un principio: dobbiamo fare tutti i passi possibili per evitare il prossimo anno di trovarci nella stessa situazione». Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo della Uil, sindacato che insieme alla Cgil ha proclamato lo sciopero generale per venerdì, non si fa illusioni sulla possibilità di una risposta rapida da parte del tribunale amministrativo: «I nostri uffici stanno già predisponendo il ricorso, ma è andata così anche l’anno scorso: non c’è stata nessuna sospensiva, e il procedimento non si è ancora concluso. Noi, se necessario, andremo avanti anche fino al Consiglio di Stato, visto che la prima risposta ottenuta non ci ha soddisfatti. Anche per non trovarci in futuro nella stessa situazione».
In gioco, insomma, per Cgil e Uil è il diritto di sciopero, come ha sottolineato ieri anche il leader della Cgil Maurizio Landini, più che la situazione di venerdì rispetto alla quale un adeguament…
ROMA – L’impugnazione al Tar della precettazione dello sciopero del 29 «vale per affermare un principio: dobbiamo fare tutti i passi possibili per evitare il prossimo anno di trovarci nella stessa situazione». Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo della Uil, sindacato che insieme alla Cgil ha proclamato lo sciopero generale per venerdì, non si fa illusioni sulla possibilità di una risposta rapida da parte del tribunale amministrativo: «I nostri uffici stanno già predisponendo il ricorso, ma è andata così anche l’anno scorso: non c’è stata nessuna sospensiva, e il procedimento non si è ancora concluso. Noi, se necessario, andremo avanti anche fino al Consiglio di Stato, visto che la prima risposta ottenuta non ci ha soddisfatti. Anche per non trovarci in futuro nella stessa situazione».
In gioco, insomma, per Cgil e Uil è il diritto di sciopero, come ha sottolineato ieri anche il leader della Cgil Maurizio Landini, più che la situazione di venerdì rispetto alla quale un adeguamento alle prescrizioni dettate dal ministro dei Trasporti Salvini appare inevitabile.
In assenza di sospensiva da parte del Tar, infatti, il rischio è quello di ripercussioni per i lavoratori: la legge prevede che possano scattare ammende da 500 a 1.000 euro per ogni giornata di sciopero effettuata in violazione di un provvedimento di precettazione. Mentre le organizzazioni sindacali rischiano invece da 2.500 a 50 mila euro al giorno. «Ma noi siamo persone responsabili, non metteremo in difficoltà i lavoratori», precisa Ronzoni.
I sindacati rischiano poi una seconda multa, a sciopero concluso, da parte della Commissione di Garanzia sugli scioperi, per l’adeguamento solo parziale alla delibera che prescriveva di escludere dall’astensione anche i settori giustizia e sanità, per mancato rispetto del principio di rarefazione (che dispone che non ci possano essere scioperi nello stesso settore nei dieci giorni precedenti e successivi): in questo caso per i sindacati si va dai 2.500 e i 100 mila euro.
Gli orari secondo l’ordinanza di Salvini
Nel trasporto pubblico locale, a seguito dell’ordinanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, stop di 4 ore dalle 9 alle 13, degli addetti di autobus, tram e metropolitane nel rispetto delle fasce di garanzia, stabilite a livello locale. Queste gli orari dello sciopero in alcune delle principali città: a Milano dalle 9 alle 13; a Torino dalle 9 alle 12; a Genova dalle 9:30 alle 13; a Bologna dalle 9 alle 13; a Firenze dalle 9 alle 12.30 mentre la tranvia dalle 9.30 alle 13; a Roma dalle 9 alle 13; a Napoli dalle 9.30 alle 13; a Bari dalle 9 alle 12.30; a Cagliari dalle 9:30 alle 12:45.
Nel trasporto aereo stop dalle 10 alle 14, nel rispetto della fascia di garanzia dalle 7 alle 10, del personale di volo delle compagnie ad eccezione del personale comandato per i voli garantiti, del personale di terra degli aeroporti intera ad eccezione del personale comandato dalle aziende per l’effettuazione dei servizi minimi. Stop, sempre dalle 10 alle 14, se non comandati in servizio, anche per i controllori di volo.
Nel trasporto marittimo il personale di bordo di navi e traghetti di collegamento isole maggiori e isole minori, il personale amministrativo e i servizi tecnico-nautici si fermano dalle 9 alle 13 (ad esclusione di linee e servizi essenziali).
Per i Taxi dalle 00.01 alle 24 astensione della prestazione o di parte di essa.
Scioperano dalle 00.01 alle 24 per un’intera prestazione lavorativa o di parte di essa gli addetti alla viabilità di autostrade e Anas (verranno garantiti i servizi minimi funzionali ad assicurare la sicurezza della circolazione stradale), al trasporto merci e alla logistica (vengono garantiti i trasporti di beni e prodotti essenziali), ai porti, guardie ai fuochi, agli appalti ferroviari (addetti pulizia treni, stazioni, ristorazione, accompagnamento treni notte), all’autonoleggio con conducente e senza, agli impianti a fune e ai trasporti funebri.
E’ stato escluso dall’adesione allo sciopero, in ottemperanza all’invito della Commissione di garanzia, tutto il personale dipendente delle aziende che svolgono attività nel trasporto ferroviario e nel trasporto merci su rotaia.
Il messaggio di Mattarella
Nelle ore in cui aumenta la tensione fra sindacati e ministero dei Trasporti sull’onda dello sciopero, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha auspicato il confronto tra istituzioni e parti sociali. Lo ha fatto intervenendo all’assemblea di Confartigianato: "Ci sono sfide che riguardano le scelte concrete e auspico che il confronto tra istituzioni e parti sociali, tra i vari livelli delle istituzioni e i corpi intermedi, sia sempre aperto e costruttivo. Così come – ha detto il capo dello Stato – il dialogo da parte vostra con le organizzazioni sindacali".