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Unicredit-Banco Bpm, Patuelli si chiama fuori: “Abi non è parte, decidono mercato e vigilanza Ue”

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Il capo dei banchieri italiani non entra nella partita in corso tra i due istituti. Il discorso al salone dei pagamenti: “Euro digitale per combattere Nerolandia”
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MILANO – L’Abi si chiama fuori dalla partita Unicredit Banco-Bpm, parlando a margine del salone dei pagamenti il presidente Antonio Patuelli ha detto di volersi astenere da valutazioni. “L’Abi non è parte in queste vicende e non è nemmeno un'autorità di vigilanza. Guardiamo e constatiamo la grande vivacità del mercato bancario italiano, che è lontanissimo dalla foresta pietrificata, e constatiamo i cambiamenti positivi che sono avvenuti”, ha sottolineato. Ricordando che la valutazione, su questa e altre partite in corso nel sistema finanziario, è di competenza solo dalle autorità di vigilanza europee e dal mercato. “Io leggo, studio e taccio”, ha concluso.

Nel suo discorso introduttivo al salone Patuelli si è invece soffermato sul tema dell…

MILANO – L’Abi si chiama fuori dalla partita Unicredit Banco-Bpm, parlando a margine del salone dei pagamenti il presidente Antonio Patuelli ha detto di volersi astenere da valutazioni. “L’Abi non è parte in queste vicende e non è nemmeno un'autorità di vigilanza. Guardiamo e constatiamo la grande vivacità del mercato bancario italiano, che è lontanissimo dalla foresta pietrificata, e constatiamo i cambiamenti positivi che sono avvenuti”, ha sottolineato. Ricordando che la valutazione, su questa e altre partite in corso nel sistema finanziario, è di competenza solo dalle autorità di vigilanza europee e dal mercato. “Io leggo, studio e taccio”, ha concluso.

Nel suo discorso introduttivo al salone Patuelli si è invece soffermato sul tema delle valute digitali. “Il prossimo anno ci ritroveremo qui avendo a disposizione una bozza della regolamentazione relativa all’euro digitale, uno strumento per combattere Nerolandia che spesso si nasconde dietro le monete cibernetiche”, ha detto. “L’euro digitale non sarà un meccanismo elusivo delle regole antiriciclaggio, anzi aiuterà a rafforzarle”, ha aggiunto il capo dei banchieri italiani.

Crescono i pagamenti diversi dal contante

Patuelli si è soffermato sulla crescita dei pagamenti con strumenti diversi dal contante. “Le operazioni pro-capite condotte nel 2023 in Italia sono cresciute del 13,4% rispetto al 2022, confermando la tendenza alla crescita degli anni precedenti, anche se nell’ultimo anno il progresso è stato più contenuto”.

In particolare, ha aggiunto, la crescita più significativa è stata registrata dalle carte di pagamento, che hanno messo a segno un progresso nell’ordine del 17% quanto a transazioni e dell’11,5% in termini di valore. In quindici anni, fra 2008 e 2023, il numero dei pagamenti effettuati in Italia con modalità diversa dal contante è cresciuto da 3,8 a 13 miliardi. “Inoltre continua a calare lo scontrino medio dei pagamenti alternativi e questo sta a indicare il ricorso alle soluzioni innovative anche per i piccoli e i micropagamenti”.Quindi ha sottolineato come le commissioni sui pagamenti elettronici si siano ridotte sensibilmente negli ultimi anni. “Man mano che lo strumento si diffonde, cala il peso per il suo utilizzo. Siamo il secondo Paese in Europa dopo la Spagna per diffusione dei Pos, circa 3,2 milioni, che sono il doppio della Germania e ben più numerosi rispetto alla Francia e all’Olanda, quest’ultimo un Paese all’avanguardia nell’innovazione”, ha ricordato.

Commissioni in discesa per i pagamenti elettronici

“L’euro digitale sarà una nuova forma della medesima moneta, non una nuova moneta”, ha ribadito. Dunque “dovrà sottostare alla medesima legislazione e regole di controllo delle altre forme”. Quindi ha ricordato che “non sostituirà le forme attuali di pagamenti attuali, ma si aggiungerà”. Questo “garantirà maggiore libertà di scelta e la libertà è fondamentale per far crescere la concorrenza”.

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