I motivi dello sciopero generale di oggi: tutte le ragioni di Cgil e Uil contro la manovra
di Valentina ConteROMA – Uno sciopero generale contro la manovra, per il quarto anno consecutivo. Cgil e Uil tornano in piazza per dire che il governo Meloni non vede i bisogni del Paese. Precarietà diffusa, tagli alla spesa, liste d’attesa in sanità, blocco del turn over nella pubblica amministrazione, stipendi affondati dall’inflazione, assenza di un piano industriale. È la “rivolta sociale” auspicata dal segretario della Cgil Maurizio Landini. “La manovra pessima, non dà futuro al Paese”, per il leader Uil Pierpaolo Bombardieri. “Scioperate solo perché ci sono io”, risponde la premier Giorgia Meloni. Vediamo quali sono le ragioni dello sciopero di oggi.
L’austerità per sette anni
Cgil e Uil sono convinti che “il governo ci infliggerà 7 anni di austerità”, dopo aver…
ROMA – Uno sciopero generale contro la manovra, per il quarto anno consecutivo. Cgil e Uil tornano in piazza per dire che il governo Meloni non vede i bisogni del Paese. Precarietà diffusa, tagli alla spesa, liste d’attesa in sanità, blocco del turn over nella pubblica amministrazione, stipendi affondati dall’inflazione, assenza di un piano industriale. È la “rivolta sociale” auspicata dal segretario della Cgil Maurizio Landini. “La manovra pessima, non dà futuro al Paese”, per il leader Uil Pierpaolo Bombardieri. “Scioperate solo perché ci sono io”, risponde la premier Giorgia Meloni. Vediamo quali sono le ragioni dello sciopero di oggi.
L’austerità per sette anni
Cgil e Uil sono convinti che “il governo ci infliggerà 7 anni di austerità”, dopo aver recepito il nuovo Patto di stabilità nel Psb, il Piano strutturale di bilancio. In particolare, questi sono i punti sollevati dai due sindacati confederali.
- perdita del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati causata da un’inflazione da profitti;
- crescita della precarietà e del lavoro nero e sommerso;
- tagli ai servizi pubblici, a partire da sanità, istruzione, trasporto pubblico, enti locali;
- rinnovi contrattuali per il pubblico impiego che coprono appena un terzo dell’inflazione (6% contro 17%);
- taglio del cuneo fiscale (con perdite per molti) pagato dagli stessi lavoratori con il maggior gettito Irpef (17 miliardi);
- politiche fiscali che riducono la progressività e che, attraverso condoni e concordati, favoriscono gli evasori;
- nessun intervento sugli extraprofitti: l’intervento sulle banche è solo «un prestito»;
- peggioramento della legge Fornero sulle pensioni che non viene abolita, come promesso, ma si applicherà al 99,9% dei lavoratori;
- insufficiente rivalutazione delle pensioni, con la beffa di un aumento di soli 3 euro al mese per le minime;
- assenza di una politica industriale e tagli agli investimenti;
- ritardi nell’attuazione del Pnrr e nessuna strategia per il Mezzogiorno;
- attacco alla libertà di manifestare il dissenso con il ddl Sicurezza.
Le richieste dei sindacati
Diverse le richieste e proposte che Cgil e Uil hanno portato già portato al tavolo con il governo dell’11 novembre, “una provocazione, a manovra già approvata, inviata in Parlamento e con le audizioni degli stessi sindacati già fatte e finite”, dicono Landini e Bombardieri.
- prendere i soldi dove sono: extraprofitti, profitti, rendite, grandi ricchezze, evasione fiscale e contributiva
- un finanziamento straordinario per sanità pubblica, servizi sociali, non autosufficienza, Istruzione e ricerca
- rinnovo dei contratti collettivi nazionali pubblici e privati per aumentare il potere d’acquisto, con detassazione degli aumenti
- piena rivalutazione delle pensioni, rafforzare ed estendere la quattordicesima
- riforma delle pensioni che superi la legge Monti-Fornero
- politica industriale per i settori manifatturieri e per i servizi con investimenti per difendere l’occupazione – anche con il blocco dei licenziamenti – creare nuovo lavoro e costruire un modello di sviluppo sostenibile
- tutela della salute e sicurezza e contrasto alla precarietà cambiando la legislazione sul lavoro
- ritiro del disegno di legge Sicurezza e rispetto delle libertà costituzionali.