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Confindustria, Anghileri nuova presidente dei Giovani: “Paghiamo i dipendenti anche in azioni”

La nuova presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Maria Anghileri (ansa)

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Lombarda, classe 1987, è stata nominata venerdì al vertice degli under dell’associazione industriale. E per rilanciare i salari promuove un’idea già applicata nell’azienda di famiglia: chi sale di livello riceve delle quote del capitale
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“Giovani e donne saranno le mie priorità”, dice Maria Anghileri, la 37enne che venerdì è diventata la nuova presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, e quindi anche vice del presidente degli industriali Emanuele Orsini. Classe 1987, studi in Legge e abilitazione da avvocato, dal 2016 Anghileri è entrata da direttore operativo in Eusider, l’azienda dell’acciaio di famiglia (900 addetti e il 35% di export) di cui insieme al fratello rappresenta la quarta generazione. Ed è proprio dall’esperienza di Eusider che arriva una delle idee che metterà sul tavolo dell’associazione: “Il nostro approccio è far sentire imprenditori anche i collaboratori, coinvolgerli nella gestione e fare in modo che abbiano a cuore le sorti dell’impresa”, dice quando le si domanda dei salari bassi, in particolare quelli di ingresso per i giovani. “In Eusider chi è responsabile di un settore o di un prodotto riceve anche delle quote azionarie”.

La partecipazione dei lavoratori all’azionariato, alla ges…

“Giovani e donne saranno le mie priorità”, dice Maria Anghileri, la 37enne che venerdì è diventata la nuova presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, e quindi anche vice del presidente degli industriali Emanuele Orsini. Classe 1987, studi in Legge e abilitazione da avvocato, dal 2016 Anghileri è entrata da direttore operativo in Eusider, l’azienda dell’acciaio di famiglia (900 addetti e il 35% di export) di cui insieme al fratello rappresenta la quarta generazione. Ed è proprio dall’esperienza di Eusider che arriva una delle idee che metterà sul tavolo dell’associazione: “Il nostro approccio è far sentire imprenditori anche i collaboratori, coinvolgerli nella gestione e fare in modo che abbiano a cuore le sorti dell’impresa”, dice quando le si domanda dei salari bassi, in particolare quelli di ingresso per i giovani. “In Eusider chi è responsabile di un settore o di un prodotto riceve anche delle quote azionarie”.

La partecipazione dei lavoratori all’azionariato, alla gestione e agli utili di impresa è un tema di cui si discute da tempo in Italia, ma mai veramente decollato. Contenuto nel Patto della fabbrica del 2018, di recente è stato rilanciato anche dalla Cisl con una proposta di legge approdata in Parlamento, ma rispetto a cui si sono detti contrari sia il leader della Cgil Maurizio Landini che – almeno in quella forma e per motivi diversi – il neo presidente degli industriali Orsini. Non a caso Anghileri ne parla con grande prudenza, come di un’esperienza che verrà condivisa e discussa: si capirà nei prossimi mesi se diventerà una proposta formale.

Del resto in Viale dell’Astronomia è finita (da tempo) l’epoca in cui il ruolo dei Giovani era “buttare la palla avanti” per muovere il dibattito. Lo si capisce anche dalle parole molto positive che l’imprenditrice spende per il governo Meloni, in sintonia con quelle di Orsini: “C’è un grande dialogo, apprezziamo l’attenzione alla stabilità dei conti e alle imprese, vorremmo più attenzione in legge di Bilancio per gli investimenti”. Nella squadra di nove vice che la affiancheranno, eletti venerdì dall’assemblea degli industriali under40, quasi tutti sono imprenditori di seconda, terza o quarta generazione. Da vicepresidente, ruolo che ha ricoperto negli ultimi quattro anni nella squadra di Riccardo Di Stefano, la stessa Anghileri si è occupata del processo non sempre fluido del ricambio generazionale nelle aziende familiari, ma promette iniziative anche a favore degli imprenditori che l’impresa non la ereditano ma la creano, delle startup “che per crescere devono ricevere più sostegno da istituzioni e sistema bancario”. Sull’emigrazione dei giovani italiani, ripartita dopo il blocco della pandemia, riconosce che le nostre aziende devono fare di più anche in termini di cultura, per esempio “sul bilanciamento tra vita e lavoro. Ma tanti giovani rimangono e tanti ritornano”.

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