Salvini: “A dicembre 15 scioperi, pronto a intervenire”. Landini: “Rivolta contro le ingiustizie”
di Rosaria AmatoROMA – Dopo la giornata di sciopero di ieri, che ha portato in piazza mezzo milioni di persone, arriva la reazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini: "Sono soddisfatto di aver garantito, ieri, il diritto a viaggiare con i mezzi pubblici a milioni di italiani. Il mio impegno non cambia in vista di dicembre, quando si contano già 15 scioperi proclamati, fra cui uno generale fissato il 13 (guarda caso un altro venerdì) a pochi giorni dal Natale. Sono pronto a intervenire ancora, per aiutare i cittadini". Salvini, dopo la seconda delibera della Commissione di Garanzia sugli scioperi, ha precettato i sindacati che ieri avevano proclamato lo sciopero, imponendo di ridurre l’astensione da otto a quattro ore.
Landini non fa marcia indietro
Ma intanto il leader della Cgil Maurizio Landini non torna indietro sull’appello alla “rivolta sociale”: “Quando sono stato a Palazzo Chigi per la legge di bilancio ho regalato alla presidente del Consiglio 'L'uomo in rivolta di Albert Camus. – ha r…
ROMA – Dopo la giornata di sciopero di ieri, che ha portato in piazza mezzo milioni di persone, arriva la reazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini: "Sono soddisfatto di aver garantito, ieri, il diritto a viaggiare con i mezzi pubblici a milioni di italiani. Il mio impegno non cambia in vista di dicembre, quando si contano già 15 scioperi proclamati, fra cui uno generale fissato il 13 (guarda caso un altro venerdì) a pochi giorni dal Natale. Sono pronto a intervenire ancora, per aiutare i cittadini". Salvini, dopo la seconda delibera della Commissione di Garanzia sugli scioperi, ha precettato i sindacati che ieri avevano proclamato lo sciopero, imponendo di ridurre l’astensione da otto a quattro ore.
Landini non fa marcia indietro
Ma intanto il leader della Cgil Maurizio Landini non torna indietro sull’appello alla “rivolta sociale”: “Quando sono stato a Palazzo Chigi per la legge di bilancio ho regalato alla presidente del Consiglio 'L'uomo in rivolta di Albert Camus. – ha ribadito stamattina, intervenendo al congresso nazionale delle Acli – Il senso di quel libro che fece grande rumore è rimettere al centro la libertà delle persone. Se la persona non si rivolta di fronte alle ingiustizie non esiste come persona, perché viene cancellato. Io l'ho pensata così". "Oggi - ha proseguito - la messa in discussione della democrazia non la danno le persone in piazza per i propri diritti ma chi in Parlamento sta tentando di far passare un decreto che chiama sicurezza ma riduce le libertà e gli spazi delle persone"
La giornata di ieri
La giornata di stop di ieri, venerdì 29, era la quarta di fila contro la manovra. I sindacati snocciolano numeri da trionfo. Mezzo milione in cinquanta piazze d’Italia. Adesione oltre il 70% nelle aziende, con punte del 100%. Bologna strapiena, tra bandiere rosse e blu, per il segretario della Cgil Maurizio Landini: «Rivoltiamo l’Italia come un guanto. Questo governo non ha la maggioranza del Paese». Ecco la sua “rivolta sociale”: «Un altro Paese è possibile, non ci fermiamo». Così il leader Uil Pierpaolo Bombardieri da Napoli: «Agli insulti di Salvini che ci criminalizza e ci chiama ridicoli ed estremisti risponde la piazza democratica».