ROMA – Sciopero generale riuscito, esultano Cgil e Uil. Il quarto di fila contro la manovra, senza la Cisl. E contro «sette anni di austerità» decisi dal governo Meloni. I sindacati snocciolano numeri da trionfo. Mezzo milione in cinquanta piazze d’Italia. Adesione oltre il 70% nelle aziende, con punte del 100%. Bologna strapiena, tra bandiere rosse e blu, per il segretario della Cgil Maurizio Landini: «Rivoltiamo l’Italia come un guanto. Questo governo non ha la maggioranza del Paese». Ecco la sua “rivolta sociale”: «Un altro Paese è possibile, non ci fermiamo». Così il leader Uil Pierpaolo Bombardieri da Napoli: «Agli insulti di Salvini che ci criminalizza e ci chiama ridicoli ed estremisti risponde la piazza democratica».
Politic…
ROMA – Sciopero generale riuscito, esultano Cgil e Uil. Il quarto di fila contro la manovra, senza la Cisl. E contro «sette anni di austerità» decisi dal governo Meloni. I sindacati snocciolano numeri da trionfo. Mezzo milione in cinquanta piazze d’Italia. Adesione oltre il 70% nelle aziende, con punte del 100%. Bologna strapiena, tra bandiere rosse e blu, per il segretario della Cgil Maurizio Landini: «Rivoltiamo l’Italia come un guanto. Questo governo non ha la maggioranza del Paese». Ecco la sua “rivolta sociale”: «Un altro Paese è possibile, non ci fermiamo». Così il leader Uil Pierpaolo Bombardieri da Napoli: «Agli insulti di Salvini che ci criminalizza e ci chiama ridicoli ed estremisti risponde la piazza democratica».
Politica in piazza
C’è anche una parte di opposizione tra striscioni, cortei, presidi. Elly Schlein sfila a Roma, canta Bella ciao. Spunta pure Massimo D’Alema. «Il governo è contro i lavoratori e contro il diritto di sciopero», dice secca la segreteria del Pd. «Taglia la sanità, taglia la scuola, manca le promesse sulle pensioni, non ha investimenti sul futuro». Il presidente dem Stefano Bonaccini torna a Bologna da eurodeputato. Presente anche il neo governatore Michele de Pascale. E i leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: «Manovra iniqua». Manovra che lascia «tutti scontenti, tranne le industrie delle armi e banche», per il leader M5S Giuseppe Conte.
Disagi in città
Nelle città disagi limitati. Alla Scala salta il concerto in programma. Nessun problema per le ferrovie che avevano già scioperato. Bus e metro, dopo la precettazione e lo stop dimezzato a quattro ore, hanno chiuso qualche fermata tra le 9 e le 13. Ita ha cancellato 109 voli, 18 internazionali e 91 domestici. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, è il più bersagliato. «Passa ore a twittare per fare il bello e il bullo, precetta per dire di esistere e poi doveva abolire la legge Fornero sulle pensioni e invece vuole tenere tutti al lavoro fino a 70 anni», urla Landini. Questo è un «governo autoritario e anti democratico, mette in discussione il diritto di sciopero, deve ritirare il decreto Sicurezza».
Lo scontro con Salvini
Dal canto suo Salvini sminuisce e contrattacca: «I sindacati possono dire che è domenica, ma oggi è venerdì. Alle Poste ha aderito il 4%, all’Enel il 4%, nelle scuole il 5%. La stragrande maggioranza di lavoratori e lavoratrici ha fatto una scelta diversa. Landini sia più cauto quando parla e invita alla rivolta sociale, perché poi qualcuno lo prende sul serio». E sempre minaccioso: «Se a dicembre ci saranno altri 15 scioperi io farò il mio dovere di ministro». Già in mattinata aveva reagito agli scontri tra polizia e antagonisti di Torino: «Delinquenti».
I motivi dello sciopero
Asperità già viste lo scorso anno. Che non riescono a mascherare, secondo Cgil e Uil, il forte disagio di una parte di lavoratrici e lavoratori contro i salari bassi, la precarietà nei rapporti di lavoro, le galoppanti crisi industriali a partire dell’automotive, le promesse mancate sulle pensioni, la richiesta farsesca a banche e assicurazioni di contribuire alla manovra. «Lo spacciano per un sacrificio, ma è un prestito nonostante i super profitti», dicono sia Landini che Bombardieri. «Chi vogliono prendere in giro sul cuneo fiscale? Una misura che si rivendono da tre anni e che ora confermano in modo strutturale solo perché noi abbiamo scioperato contro il governo Draghi per chiederlo».
Condoni, flat tax, concordato biennale («evasione legalizzata» per Landini), contratto pubblico rinnovato senza Cgil e Uil con un aumento del 6% contro il 17% dell’inflazione perduta. Motivi per «allargare la protesta e non fermarci qui». Per Landini «sta succedendo una cosa pericolosa: il governo lavora per la divisione sindacale». Ma «devono decidere i lavoratori» con un referendum. E «se dicono no, allora si riapra la trattativa, questa è democrazia». Ci vuole una «legge sulla rappresentanza». «Avanti con la lotta», conclude. «Deve lottare anche chi oggi non è precario, perché rischia di diventare il precario di domani». Il senso della «rivolta sociale».