Se tra le banche italiane ci sono acque agitate è anche perché sotto la superficie è in atto una tempesta nel mondo dell’asset management, la gestione dei risparmi fatta dalle banche e dalle assicurazioni. Una tempesta che tocca anche Generali. Le ultime novità creditizie vanno dunque lette anche e soprattutto in questa chiave: Unicredit che cerca di riportare in casa il risparmio gestito puntando su Banco Bpm non appena questo fa rotta sul controllo di Anima, Generali, appunto, e le banche popolari francesi che controllano Naxitis che dialogano per creare un grande gruppo nel settore. Ma anche l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che sei mesi fa ha concentrato le attività nel wealth management in un unico polo e, sebbene al momento escluda una crescita attraverso acquisizioni, ha «individuato 100 miliardi di attività finanziarie dei clienti che possono dare impulso al risparmio gestito». E in Europa Bnp Paribas tratta in esclusiva con Axa per acquistare a 5,1 miliardi le sue attiv…
Se tra le banche italiane ci sono acque agitate è anche perché sotto la superficie è in atto una tempesta nel mondo dell’asset management, la gestione dei risparmi fatta dalle banche e dalle assicurazioni. Una tempesta che tocca anche Generali. Le ultime novità creditizie vanno dunque lette anche e soprattutto in questa chiave: Unicredit che cerca di riportare in casa il risparmio gestito puntando su Banco Bpm non appena questo fa rotta sul controllo di Anima, Generali, appunto, e le banche popolari francesi che controllano Naxitis che dialogano per creare un grande gruppo nel settore. Ma anche l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che sei mesi fa ha concentrato le attività nel wealth management in un unico polo e, sebbene al momento escluda una crescita attraverso acquisizioni, ha «individuato 100 miliardi di attività finanziarie dei clienti che possono dare impulso al risparmio gestito». E in Europa Bnp Paribas tratta in esclusiva con Axa per acquistare a 5,1 miliardi le sue attività nell’asset management, mentre negli Usa il gigante BlackRock dovrebbe comprare per circa 12 miliardi di dollari, Hps Investment Partners (credito privato) per arricchire i suoi asset alternativi.
I risultati record delle banche nel 2023
Nel 2023 le banche europee hanno fatto risultati record - oltre 100 miliardi i profitti cumulati delle prime 20 - soprattutto grazie ai margini di intermediazione, aiutati dai tassi alti della Bce. Ma con la discesa dei tassi, quella fonte di profitti va seccandosi. Meglio dirigersi, dunque, verso il risparmio gestito e le commissioni che può assicurare. Una strada obbligata che non è però in discesa. «Mentre i ricavi dell’asset management lo scorso anno sono aumentati solo dello 0,2% - spiega Graziano Pace, Principal di Boston Consulting Group – i costi sono saliti del 4,43, con il risultato che i profitti sono calati dell’8,1%». Inoltre, il vertiginoso aumento di domanda per Etf e altri strumenti “passivi”, che non chiedono attività a valore aggiunto fa sentire la sua pressione sui gestori. Il risultato è che in otto anni le commissioni medie sono calate da 25 a 22 punti base.
Con questi paletti il consolidamento è la risposta principale. «Le economie di scala sono essenziali - continua Pace – perché le fabbriche prodotto hanno costi fissi, a partire da quelli per la ricerca o per gli adempimenti regolamentari e normativi, che spalmati su una base più ampia diventano proporzionalmente meno onerosi». Chi ha la sua attività tenta la strada di aggregazioni; i gruppi bancari che non hanno l’asset management puntano ad acquisizioni per riportare a casa le commissioni del risparmio gestito. È il caso di Unicredit, dove nel 2017 Jean-Pierre Mustier vendette i fondi Pioneer alla francese Amundi, controllata dal Crédit Agricole, e due anni dopo mise il 35% di Finecobank sul mercato. L’eredità di quella mossa è un accordo Unicredit–Amundi per distribuire i prodotti del gruppo francese. Se ora, invece, andasse in porto la prospettata offerta su Banco Bpm, Unicredit avrebbe una presa salda anche su Anima, il gestore che proprio Banco Bpm punta(va) a conquistare e che ha asset per circa 200 miliardi. Cifre risibili rispetto ai “big”, ma con una fabbrica prodotto, Unicredit potrebbe allargare la base distributiva e incassare le commissioni.
La forza del Leone
E Generali? La sua Generali Investment holding (Gih), dove i taiwanesi di Cathay Life hanno il 16,75% proveniente dal conferimento dell’americana Conning, gestisce circa 650 miliardi. Nella trattativa in corso con le banche popolari francesi che possiedono la più capiente Natixis – 1.200 miliardi gestiti - per creare una Newco, il Leone può contare sulla futura generazione di masse da gestire, superiore per le assicurazioni rispetto alle banche. La struttura su cui si discute oggi vede italiani e francesi con quote uguali del 50% nella Newco (anche se a Gih andrebbe solo il 42% dei dividendi, con il restante 8% a Cathay Life) ed è suggellata da un amministratore delegato espresso – almeno per il primo triennio – proprio dal socio italiano. Certo, in una fase in cui le barriere nazionali si rialzano, un’operazione 50-50 potrebbe suscitare sia le inquietudini dei soci convinti che un’eventuale combinazione dovrebbe avere un carattere più marcatamente italiano (leggasi una netta maggioranza in mano a Trieste), sia soprattutto del governo. Timori, quelli dell’esecutivo, che potrebbero essere sopiti dal fatto che non è il gestore, ma il proprietario degli asset che ne decide l’impiego. Insomma, se fino a oggi il Leone è stato grande acquirente di titoli di Stato italiani, potrà esserlo anche se affiderà i suoi mandati a una società italo-francese.