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Il Pil resta fermo a settembre. Più occupati grazie agli over 50

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Rappresentano l’84% della maggiore occupazione. Gli inattivi crescono più degli occupati. Male l’industria. Pil acquisito per quest’anno a +0,5%, la metà di quanto prevede il governo
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ROMA — Pil a zero nel terzo trimestre. E occupazione che torna a salire in ottobre, dopo la frenata di settembre, trainata dagli over 50. Gli inattivi crescono più degli occupati, soprattutto tra donne e under 34. I dati Istat confermano una frenata del Paese. E il suo buco nero: l’industria che continua a calare, mentre ripartono le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende.

Pil zero

Il dato sul Pil fermo tra luglio e settembre (e +0,4% sullo stesso trimestre del 2023) è una conferma da parte di Istat di quanto comunicato nella stima preliminare del 30 ottobre. Questa volta l’Istituto di statistica rivede solo leggermente al rialzo la crescita acquisita per il 2024: siamo a +0,5%, un decimo in più. La metà es…

ROMA — Pil a zero nel terzo trimestre. E occupazione che torna a salire in ottobre, dopo la frenata di settembre, trainata dagli over 50. Gli inattivi crescono più degli occupati, soprattutto tra donne e under 34. I dati Istat confermano una frenata del Paese. E il suo buco nero: l’industria che continua a calare, mentre ripartono le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende.

Pil zero

Il dato sul Pil fermo tra luglio e settembre (e +0,4% sullo stesso trimestre del 2023) è una conferma da parte di Istat di quanto comunicato nella stima preliminare del 30 ottobre. Questa volta l’Istituto di statistica rivede solo leggermente al rialzo la crescita acquisita per il 2024: siamo a +0,5%, un decimo in più. La metà esatta della previsione del governo oramai irraggiungibile, anche se il finale d’anno fosse molto positivo. Nessun indicatore sembra annunciarlo.

Per ora il valore aggiunto cala dello 0,7% nell’industria, stabile in agricoltura e in crescita dello 0,2% nei servizi. Crescono dello 0,2% le ore lavorate, dello 0,5% le posizioni lavorative e dello 0,9% i redditi pro-capite. Questo sostiene un po’ i consumi (+1%) e la spesa delle famiglie residenti (+1,4%), mentre gli investimenti fissi lordi diminuiscono dell’1,2%. Le importazioni salgono dell’1,2%, mentre le esportazioni diminuiscono dello 0,9%, ben prima che i dazi di Trump complichino ancora il quadro.

Occupati over 50

Gli occupati tornano sopra i 24 milioni, con un tasso al 62,5% (ma al 53,6 delle donne contro 71,3 degli uomini). Il tasso medio dell’Eurozona è al 75,3% e quello delle donne al 70,5%: un divario enorme, rispettivamente di quasi 13 punti in generale e quasi 17 punti per le donne.

Nello specifico italiano nel mese di ottobre risultano 47 mila occupati in più di settembre, quando se n’erano registrati 63 mila in meno su agosto. Rispetto ad ottobre dell’anno scorso i maggiori occupati sono 363 mila di cui ben 306 mila over 50: in pratica l’84%.

In un anno i dipendenti a termine scendono di 212 mila e quelli stabili salgono di 449 mila. Due elementi – età elevata e stabilità dell’occupazione – che fanno pensare anche a una forte percentuale di permanenza di occupati al lavoro rispetto al 2023 quando in certe fasce di età molti erano pensionati.

Più inattivi che occupati

Gli inattivi, come detto, tornano a crescere di 28 mila unità in un mese e ben 378 mila in un anno. Crescono più degli occupati (+363 mila). Non una buona notizia. Considerate le molte donne inattive (+233 mila) e gli under 34 (+228 mila). In totale gli inattivi sono 12,5 milioni, il 33,6% della forza lavoro.

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